Vado in Nepal nel nome dell’amore

Vado in Nepal nel nome dell’amore

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Presto partirò per il Nepal, per un nuovo paragrafo di questa avventura che è la mia vita… Per chi non mi conosce mi presento, mi chiamo Francesca, ho 25 anni e dal 2012 ho deciso occuparmi di volontariato. Molti dicono che il comportamento pro-sociale è una forma di egoismo, io più semplicemente credo che mi renda felice farlo; questa è la mia grande e vera motivazione.

Il Nepal, poi, per una come me sostanzialmente e filosoficamente buddista è un luogo dell’anima. Sono felice se penso al progetto, in fondo significa dare una mano per ricostruire un mondo che mi appartiene. Da anni ho deciso di vivere così e tra alti e bassi ci sto riuscendo, sono sicura che dovrò affrontare problemi e rinunce, ma il benessere che provo quando vedo il sorriso di una mamma, di un bambino che ho aiutato in una situazione di disagio, mi riempie il cuore e mi da una gioia infinita.

Lo so in tanti mi hanno detto «ma come tu sei napoletana, abbiamo tante aree disagiate qui e in tutto il sud Italia, e tu che fai vai in Nepal?». Vorrei far capire che le persone come me non sono malate di altruismo, noi non facciamo il bene per il bene fine a se stesso, come se fossimo dei missionari

Io ho scelto il Nepal per la cultura di un popolo, per la sua dignità, per tutta una serie di valori che sento vicini. Ma non solo, l’idea di aiutare a ricostruire la storia di quei luoghi, di rispettarne la memoria, è un gesto sublime. L’idea di ricostruire l’identità di un popolo che rischia di perdersi, attraverso il mio lavoro rappresenta il tentativo di ricostruire la mia di identità. Mi chiamo Francesca, ho 25 anni tra pochi giorni partirò per il Nepal e sinceramente, non so quando ritornerò. Nel nome dell’amore.

Francesca

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