Come diventare cuoco a domicilio

Come diventare cuoco a domicilio

0

Il cuoco a domicilio è un’alternativa importante per tutti coloro che vogliono intraprendere una carriera nel settore della ristorazione e non hanno le risorse economiche per aprire un ristorante, o che intendono restare liberi professionisti, senza legarsi ad un unico datore di lavoro

cuoco_a_domicilio

Quella dello chef itinerante è una professione relativamente giovane nel mercato del lavoro italiano, che è vista con molto sospetto da chi è interessato a intraprenderla. Proviamo a spiegare meglio di cosa si tratta e a dare dei suggerimenti utili sul percorso da seguire per avviare questo tipo di attività.

Come si diventa cuoco a domicilio

Oggi, dopo una fase iniziale in cui questo mestiere era riservato a un target “di nicchia”, il cuoco a domicilio si è progressivamente ritagliato una discreta porzione di mercato e ha conosciuto una inaspettata fortuna nel corso degli ultimi anni. I costi iniziali praticamente nulli fanno di questa attività un investimento a basso rischio, che può garantire un buon margine di guadagno, anche se a fronte di un notevole impegno in termini di tempo ed energie. 

I costi iniziali praticamente nulli fanno di questa attività un investimento a basso rischio, che può garantire un buon margine di guadagno, anche se a fronte di un notevole impegno in termini di tempo ed energie

Nell’ordinamento legislativo italiano non esiste una regolamentazione per l’attività di chef a domicilio, che può essere avviata pur non avendo partecipato a specifici corsi di formazione professionale e pur non avendo perseguito certificazioni e diplomi.

Il rischio, comunque, pur essendo bravi ai fornelli, è che non avendo un’adeguata esperienza nel campo culinario, ci si può trovare in difficoltà di fronte a clienti più esigenti. Ecco perché un diploma di scuola Alberghiera o la qualifica professionale di cuoco, garantiscono maggiore credibilità.

Dal punto di vista formale l’unico obbligo per diventare cuochi a domicilio è la frequenza di un corso ex Rec e Haccp per certificare la conoscenza delle norme igienico sanitarie basilari connesse all’attività di distribuzione di bevande e alimenti al pubblico.

Sarà, quindi, sufficiente provvedere all’apertura della partita Iva e alla segnalazione d’inizio attività presso lo sportello unico per le Attività produttive. In caso di lavoro saltuario, con un fatturato inferiore ai 5mila euro annui, è prevista la possibilità di avvalersi della ritenuta d’acconto in alternativa all’apertura della partita Iva. 

Dal punto di vista formale l’unico obbligo per diventare cuochi a domicilio è la frequenza di un corso ex Rec e Haccp per certificare la conoscenza delle norme igienico sanitarie basilari connesse all’attività di distribuzione di bevande e alimenti al pubblico

L’attività di cuoco a domicilio non va confusa con quella dei servizi catering, nonostante i numerosi aspetti in comune. Si potrà anche cucinare per gruppi di piccole o medie dimensioni esclusivamente presso abitazioni private. Le pietanze dovranno essere cucinate al momento. Fondamentale per l’avvio dell’attività sarà un piccolo investimento iniziale indispensabile per dotarsi di tutti quegli utensili e accessori che difficilmente si possono reperire all’interno di una qualsiasi cucina domestica.

E per promuovere la propria attività? Il metodo migliore è quello di pubblicizzarsi sul web, attraverso al costruzione di un sito dedicato o i tanti social network.

Se abbiamo suscitato in voi l’interesse verso questa dinamica professione vi facciamo il nostro in bocca al lupo per la piena riuscita dell’attività.

Salva

Commenti