Archivio mensileottobre 2016

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Bisogna seguire un particolare procedimento prima di congelare le cozze e le vongole fresche,si sa che i frutti di mare freschi, specie cozze e vongole, sono una delizia, anche per i palati più fini, ma può capitare a volte, dopo averli acquistati, di non poterli consumare in breve tempo

cozze

Allora niente panico, poiché siamo pronti a darvi dei consigli su come conservare le cozze e le vongole, per poterle poi anche congelare.

In questo modo saranno subito pronte, al momento del bisogno, per aromatizzare i risotti, preparare sughi saporiti al profumo di mare ma anche da aggiungere per le insalate da servire come antipasto.

Vediamo insieme il procedimento su come conservare le cozze e le vongole, che si mantengono in perfette condizioni fino a tre mesi nel congelatore.

Al momento dell’acquisto accertatevi che le cozze e le vongole siano in confezione retina e che questa riporti varietà, metodo di produzione, tracciabilità del prodotto, data di confezionamento.

Le vongole e le cozze sono ben serrate nei loro gusci e vive, quindi trattengono impurità e sabbia all’interno delle valve. Eliminate da subito le vongole e le cozze rotte o quelle già aperte perché sono morte. Fate questa operazione sotto il getto dell’acqua corrente.

Dopo avere selezionato le vongole mettetele a bagno in una ciotola capiente con acqua fredda e due pugni di sale grosso per almeno due ore, in questo modo si schiuderanno leggermente filtrando l’acqua pulita per espellere la sabbia o impurità che alla fine si noterà sul fondo della ciotola.

Alle cozze invece raschiate al meglio le valve poi eliminate il bisso, quel filamento nero, che tante volte collega le cozze le une alle altre, tirandolo dalla parte opposta. Lavate bene le cozze e procedete ad aprire le valve mettendole in una casseruola con olio, aglio e gambi di prezzemolo.

Mentre si aprono toglietele dalla casseruola e depositatele in una ciotola che terrete coperta. In una padella, possibilmente di acciaio o di allumino, mettete poco olio extravergine con due o tre spicchi d’aglio in camicia schiacciati e prezzemolo, aggiungete le cozze o le vongole e sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco secco, chiudete col coperchio e lasciate andare a fuoco vivace, finché le valve sono aperte.

L’apertura delle valve può avvenire al naturale in una pentola ben chiusa dal coperchio, senza alcun condimento oppure con un filo d’olio, prezzemolo e aglio.

Scolate e filtrate il liquido di cottura passandolo attraverso una garza fitta oppure carta da cucina, questa operazione serve ad eliminare eventuale altra sabbia. Coprite le vongole o le cozze aperte con il liquido di cottura fino a che saranno utilizzate per la ricetta preferita.

Quando le vongole o le cozze saranno fredde, eliminate le valve dalla metà in modo da ottenere metà vongole o cozze senza guscio e metà nelle loro valve. Sistemateli in piccoli contenitori da freezer coperte dal sughetto, sigillate e si conserveranno fino a tre mesi.

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ETERNITY è l’esaltazione dell’amore puro e semplice, quel sentimento che va al di là delle banali definizioni, e che è indissolubilmente legato con il numero tre, caratteristica da sempre presente nei gioielli Eternity. Una scelta in grado di elevare il concetto dell’amore al suo stato più assoluto, così da consolidare la promessa di un sentimento eterno ed indissolubile

Il numero tre è anche simbolo di creatività, ed è per questo che Recarlo ha scelto di ampliare la sua collezione icona, per celebrare l’amore insito nella storia del marchio, un amore che parte dalla lucentezza dell’oro bianco e culmina nella brillantezza dei diamanti più preziosi, disponibili in diverse carature.

Per festeggiare il successo di Eternity, Recarlo decide di ampliare questa linea e di realizzare il primo bracciale rigido, un mix tra classico e contemporaneo , che viene proposto in una versione più minimal con un diamante singolo, fino alla versione più preziosa con 7 diamanti sospesi da castoni alti ed importanti. La pienezza e la rotondità degli interni rendono il gioiello ancora più ergonomico e comodo da indossare rendendolo ancora più unico.

Adatto a tutte le occasioni, Recarlo celebra l’amore con un bracciale avvolgente, che come il solitario Eternity, simboleggia la promessa tra due innamorati; un amore moderno, enfatizzato da bracciali dal design raffinato che rispecchiano il desiderio di rinnovarsi da parte della maison valenzana.

Recarlo con Eternity si impegna a trasmettere i valori della qualità e dell’eccellenza valenzana, valorizzando sempre il concetto chiave del Trilogy, dove il numero tre simboleggia l’amore, e dove le parole “I love you” scintillano tra le pietre di un gioiello che viene dal cuore.

www.recarlo.com

 

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Il tutorial per le mamme di oggi è dedicato alla realizzazione di una divertente e semplicissima decorazione per la stanza dei bambini. Pronte a cominciare?

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Il tutorial creativo che realizzeremo oggi è una decorazione per la stanza dei piccoli da applicare sulle pareti, ideale come testata del lettino o della culla. Facile da realizzare, con pochi materiali e in tempi minimi.

Tutorial per le mamme, occorrente:

  • Cartoncino o cartone;
  • Pezzi di stoffa feltro di differenti colori: bianco, azzurro, rosa, verde;
  • Forbici;
  • Filo di lenza trasparente;
  • Matita.

Tutorial per le mamme, procedimento:

Su un cartoncino disegnate una grossa nuvola, decidete voi le dimensioni, più sarà grande, più l’effetto sarà strabiliante. Ritagliate la vostra forma e utilizzatela come modello base per creare quella in stoffa. Poggiate il cartoncino nuvola sul feltro bianco e tagliate la forma.

Con il feltro colorato realizzate circa 20 gocce e ritagliatele. Adesso con un paio di forbici dalla punta sottile forate le estremità di ogni goccia e inserite il filo di lenza trasparente. Giocate con le asimmetrie, quindi realizzate dei fili di diverse lunghezze. Adesso forate anche la base della nuvola bianca inserendo i fili di gocce e bloccandole con un nodino. Il gioco è fatto: bisogna solo appendere al muro la simpatica nuovoletta.

Se vi avanza del cartone, potete realizzare un fantastico castello colorato per i piccoli. Leggete QUI le istruzioni e seguite i nostri tutorial.

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La donna WYCON per Natale diventa una diva, una diva retrò di un cabaret tedesco anni 30, o di un teatro parigino fatto di lampadine incandescenti e sipari da favola

 

È una diva di ghiaccio, glamour, moderna, forte…Una donna elegante e sensuale, una donna adatta ai migliori party a base di champagne e caviale.

Una moderna Marylin, una Valentina attualizzata di Guido Crepax e ridisegnata in total white.Romanticismo e frivolezza anni 30 accompagnano la diva nel suo viaggio dal camerino al palcoscenico surreale.

Sensualità, eleganza e appeal disarmante sono gli ingredienti per un party a base di lustrini, note romantiche e di fiocchi di neve in una notte di Natale.

Un tuffo nel passato, dalla Couture al Pret a porter, la donna indossa con disinvoltura toni chiari anche d’inverno, sfoggiando senza paura paillettes, frange, piume e lustrini. Perle e applicazioni oro la fanno da padrone per un look glamour e attuale… una donna sempre pronta a far festa, nel modo più elegante che conosca.

 

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L’antica tradizione dei Torroni Alberti Ingredienti preziosi di provenienza italiana e lavorazione artigianale per una magia che si rinnova da oltre un secolo

E’ tempo di torroni, un’antica tradizione popolare li vuole in tavola dal 1 novembre. Da oltre un secolo la storica azienda beneventana Strega Alberti celebra questo rito con un’ampia produzione di torroni artigianali, veri e propri capolavori di alta pasticceria: friabili o teneri, ricoperti di cioccolato fondente o bianco, alle mandorle o alle nocciole. Disponibili a Napoli nel nuovo punto vendita di Santa Chiara, nello store della Galleria Ipogea della Stazione di Piazza Garibaldi,  Caffè Strega di Piazza San Domenico Maggiore, il temporary di Napoli Centrale oltre che nello storico negozio di Benevento.

La “cupeta beneventana” di Alberti è una irresistibile leccornia nata dalla selezione delle migliori materie prime provenienti dal nostro territorio, lavorate a mano da esperti Maestri dolciari che ogni giorno si impegnano nel tramandare metodi di produzione artigianali in grado di assicurare al prodotto una elevata qualità e genuinità.

Nella storica fabbrica Alberti, dal 1860 di fronte alla Stazione ferroviaria di Benevento, prendono forma golose creazioni: il classico Torrone alla Mandorla cotto in antiche bassine a vapore e caratterizzato da un intenso sapore di pregiato miele italiano e mandorle pugliesi; il Torrone Strega la più rinomata specialità dolciaria dell’azienda,  squisito impasto di miele e nocciole avellane al gusto Strega e ricoperto di cioccolato fondente.

friabili o teneri, ricoperti di cioccolato fondente o bianco, alle mandorle o alle nocciole. Disponibili a Napoli nel nuovo punto vendita di Santa Chiara, nello store della Galleria Ipogea della Stazione di Piazza Garibaldi,  Caffè Strega di Piazza San Domenico Maggiore, il temporary di Napoli Centrale oltre che nello storico negozio di Benevento

A questi si aggiungono il Pan di Torrone lavorato interamente a mano e composto da un cuore soffice di pan di spagna imbevuto di Liquore Strega protetto da due cialde di Torrone Alberti, il tutto avvolto in una copertura di finissimo cioccolato fondente e gli Araldi allo Strega ottenuti mediante lo stesso procedimento ma confezionati in gustose monoporzioni; Il Torrone al limone caratterizzato da un impasto tenero e dal sapore fresco creato mediante la combinazione di miele di zagara e pistacchio proveniente dalla Sicilia, mandorle pugliesi e oli essenziali al limone. Immancabile il Torrone al Cioccolato pensato per esaudire le richieste dei più piccoli e gli intramontabili Torroncini  Strega Mignon da gustare in un unico morso di puro piacere.

Alla vasta selezione di Torroni va inoltre ad affiancarsi quattro tipologie di Croccantini: al cioccolato fondente, al cioccolato bianco, al gusto Strega e al caffè macinato. Confezionati in preziosi incarti regalo o latte vintage i dolci Stega Alberti rappresentano una magia di sapori che da oltre un secolo continua a deliziare i palati di tutto il mondo.

 

Un’impresa ultracentenaria e una solida storia di famiglia

La storia di STREGA ALBERTI inizia a Benevento nel 1860 con Giuseppe Alberti che apre un Caffè nella piazza principale della città e comincia la produzione di un liquore che viene chiamato Strega, evocando nel nome l’antica leggenda che vuole Benevento sede di Sabba e riti stregoneschi. Il commercio del liquore va affermandosi rapidamente e prosegue anche dopo la morte di Giuseppe Alberti grazie alla guida dei quattro fratelli – Ugo, Vincenzo, Francesco e Luigi Alberti – che consolidano l’attività di famiglia. Durante il periodo fascista l’azienda continua la sua espansione, dopo l’inaugurazione dello stabilimento di Tripoli in Libia, seguono quello a Nizza in Francia e uno a Chiasso in Svizzera. Nel dopoguerra l’Alberti ricostruisce le strutture danneggiate dai bombardamenti aerei americani riavviando in breve tempo la sua produzione. Nel 1946 istituisce e patrocina, insieme alla Fondazione Bellonci, il più prestigioso premio letterario italiano: il Premio Strega. Negli anni Cinquanta nasce l’industria dolciaria Alberti, pensata per la produzione di cioccolato e torrone. Contemporaneamente consolida la diffusione del liquore nel mercato estero con l’avviamento della produzione a San Paolo del Brasile e a Buenos Aires. Con oltre 150 anni di storia, Strega Alberti è oggi un’azienda familiare alla sua sesta generazione ed è un marchio tra i più diffusi ed apprezzati sul mercato italiano ed estero. Nel mondo è presente in 40 Paesi, in testa gli Stati Uniti.

L’azienda oggi è guidata dall’ing. Giuseppe D’Avino, Presidente e Amministratore Delegato, dal sig. Antonio Savarese, Vicepresidente e dall’ing. Andrea D’Angelo responsabile di Produzione e dal consigliere dott. Emanuele Sacerdote.

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Il Ministro turco dei Trasporti e della Comunicazione, Ahmet Arslan, ha inaugurato  la cerimonia di groundbreaking della Torre di Controllo del Nuovo Aeroporto di Istanbul disegnato da Pininfarina e AECOM. La Torre, vincitrice dell’International Architecture Award 2016, sarà alta 90 metri e completata in sei mesi circa

Iniziano così ufficialmente i lavori per la costruzione della Torre di Controllo del Nuovo Aeroporto di Istanbul (INA) che, una volta completato, diventerà il più grande aeroporto del mondo di nuova realizzazione. La torre, che si prevede di completare in sei mesi, sovrasterà un’area di 6085 m2 dalla sua altezza di 90 metri.

Alla cerimonia di Groundbreaking, inaugurata dal Ministro, hanno preso parte  Funda Ocak, Direttore Generale dell’Autorità turca degli aeroporti statali, i membri del Board di IGA ed i top executives di Pininfarina e AECOM.

“Le torri di controllo hanno assunto maggiore valore negli aeroporti di nuova generazione, divenendo icone del design architettonico, oltre ad avere un ruolo funzionale. Crediamo che questa Torre di controllo, della quale celebriamo oggi il Grounbreaking, offrirà a Istanbul un nuovo simbolo della città e affascinerà la comunità aeronautica con il suo design unico. Caratterizzata da forme aerodinamiche e ispirata al tulipano, un simbolo nella storia turca e nel ricco patrimonio culturale di Istanbul, la nostra torre sarà visibile a tutti i passeggeri che viaggiano tra l’Europa e l’Asia. Vediamo molti progetti omologhi negli Stati Uniti, nei Paesi del Golfo e in Europa. Ci distinguiamo a nostra volta, essendo i costruttori del più grande aeroporto del mondo” ha affermato Yusuf Akçayoğlu, CEO della costruzione degli Aeroporti IGA alla cerimonia.

Iniziano così ufficialmente i lavori per la costruzione della Torre di Controllo del Nuovo Aeroporto di Istanbul (INA) che, una volta completato, diventerà il più grande aeroporto del mondo di nuova realizzazione

“La posa della prima pietra è un passo importante verso la nascita di questo straordinario edificio destinato a diventare un vero punto di riferimento per Istanbul. Oggi sono particolarmente orgoglioso di questo progetto perché rappresenta la prova che, con il giusto team, un design eccezionale e sculturale – vincitore dell’International Architecture Award – diventerà reale” ha affermato Paolo Pininfarina, Presidente del Gruppo.

 

La torre di 17 piani alta 90 m, ispirata al tulipano

A Dicembre 2015 IGA ha organizzato un concorso di design per la Torre di Controllo invitando studi di architettura famosi a livello internazionale come Zaha Hadid, Moshe Safdie, Grimsaw-Nordic, Massimiliano Fuksas, Pininfarina-Aecom, e RMJM Architects. Pininfarina e AECOM hanno vinto il concorso internazionale di design con un design ispirato al tulipano. La Torre di Controllo e l’edificio tecnico del Nuovo Aeroporto di Istanbul hanno ricevuto l’International Architecture Award 2016 assegnato dal Chicago Athenaeum: Museum of Architecture and Design e dall’European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies.

 

Il design innovativo di Pininfarina e AECOM sposa in maniera unica influenze dai settori aerospaziale e automotive con un forte stile architettonico. Un punto di riferimento visivo per tutti i passeggeri che transiteranno per l’aeroporto, l’ATCT sarà la firma del Nuovo Aeroporto di Istanbul. La forma ellittica della torre influenza tutti gli aspetti della forma e della geometria dell’edificio tecnico sottostante. Molte caratteristiche dell’edificio sono state influenzate dall’architettura storica turca, come ad esempio l’atrio centrale a doppia altezza dotato di un lucernario impreziosito da un motivo a mosaico studiato su misura. Il concept della torre e dell’edificio tecnico è stato studiato per rispondere alle esigenze quotidiane delle persone che lo utilizzeranno.

 

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Tutorial perline di carta: oggi scopriamo come realizzare delle favolose perline che possono trasformarsi in braccialetti e collane, con il solo utilizzo di carta e colla…

tutorial-perline-di-carta

Un tutorial semplice e divertente per le piccole donne di casa, che possono creare, con l’aiuto della mamma, ma anche del papà, dei bellissimi gioielli colorati da sfoggiare in tutte le occasioni. Pronte per iniziare?

L’occorrente per il tutorial perline di carta è:
– Fogli da fotocopie, cartoncino colorato o fogli colorati di riviste;
– Pennarelli;
– Righello;
– Forbici;
– Colla vinilica o a stick;
– Smalto trasparente per unghie;
– Stuzzicadenti;
– Matita.

Tutorial perline di carta, procedimento: Sul vostro foglio prescelto realizzate con l’aiuto di righello e matita un triangolo isoscele, con la base di 2 cm. Tagliate il triangolo ottenuto con le forbici. Se avete scelto di utilizzare il foglio bianco, decorate il triangolo con i pennarelli, realizzando delle linee multicolore solo sui contorni. Adesso iniziate ad arrotolare il triangolo intorno allo stuzzicadenti partendo dalla base e stringendo per bene, fino ad arrivare alla punta e incollando.

Mentre arrotolate, circa a metà potete applicare un pizzico di colla per essere sicure che la perlina non si srotoli. Infine, spalmate lo smalto trasparente su tutte le perline, per un effetto lucido e porcellanato. Lasciate asciugare le vostre perline. Dopo l’asciugatura potete procuravi del filo di nylon o del filo di lenza, inserire le perline e creare una bellissima collana arcobaleno.

Suggerimenti tutorial perline di carta: La vostra perlina potrà essere più grande o più piccola a seconda della base del triangolo isoscele che andrete a realizzare. Noi abbiamo scelto quella di 2 cm. Ma se volete farne di più piccole, basta disegnare e poi tagliare un triangolo con base di 1,5 cm. o di 1 cm.

Qui il video tutorial perline di carta di ART TV by Fantasvale

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Ha origini “napoletane” il provolone del monaco, formaggio che risale al lontano 1700. I primi a produrlo furono gli abitanti del Vomero, una delle colline più fertili del Vesuvio…

provolone del monaco

Solo in seguito, per sviluppare ulteriormente la produzione del caciocavallo e del provolone, furono scelti altri terreni, sui Monti Lattari. Qui il latte era di gran lunga superiore a quello delle mucche di Napoli, tanto che l’area agerolese-sorrentina divenne, ben presto, il luogo di riferimento per la produzione di formaggio.

I contadini dei Monti Lattari, con provoloni e caciocavalli, partivano alla volta del Napoletano per vendere i frutti del loro lavoro. Dato che viaggiavano nelle prime ore della giornata, con freddo, vento e umido, erano soliti indossare dei grandi mantelli di tela di sacco, simili al saio indossato dai monaci, e per questo venivano scambiati dai mercanti e acquirenti per uomini di chiesa.

Nelle loro borse portavano il formaggio, che, fin dal 1700, per gli indumenti indossati dai contadini, assunse la denominazione di provolone del monaco. Oggi questa prelibatezza, per palati fini, si prepara ancora come oltre trecento anni fa, seguendo il procedimento dei primi produttori vomeresi.

Rispetto ad altri formaggi si riscalda il latte per ottenere una cagliata maggiormente cotta. La particolarità, però, è la maturazione che deve avvenire lentamente, senza conservanti né fermenti. Quando il formaggio è abbastanza maturo, e prima di iniziare la stagionatura, si effettua la modellatura, dando all’impasto la caratteristica forma del melone, leggermente allungato, senza testa.

La stagionatura del provolone del monaco, inizia dopo averlo salato ed asciugato, appendendolo con le caratteristiche funi rigorosamente in grotta, secondo il disciplinare di produzione.

Molto suggestiva è la grotta in cui stagiona i suoi provoloni del monaco il famoso chef don Alfonso Iaccarino, di Sant’Agata sui due Golfi, ricavata in un vecchio pozzo, cui si accede scendendo a circa 30 metri.

La stagionatura del provolone del monaco, inizia dopo averlo salato ed asciugato, appendendolo con le caratteristiche funi rigorosamente in grotta, secondo il disciplinare di produzione. Il provolone del monaco attualmente è prodotto in tredici Comuni della Penisola sorrentina

Il provolone del monaco attualmente è prodotto in tredici Comuni della Penisola sorrentina: Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Lettere, Massalubrense, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sorrento, Santa Maria La Carità e Vico Equense.

Ma chi sono i produttori? Tra Agerola e Vico ci sono appena una decina di mastri casari specializzati, ma il livello è sempre assolutamente artigianale, quindi di grande qualità.

Giuseppe Albano, ha portato avanti una tradizione familiare secolare, oggi continuata dalla figlia Barbara. Tra Moiano e Ticciano c’è la filiera, dall’allevamento delle vacche alla lavorazione nel caseificio fino alla stagionatura.

Luigi Parlato, mastro casaro d’altri tempi, guarda con attenzione la direzione del vento per garantire la perfetta stagionatura del suo provolone del monaco. Sempre nella zona di Vico, lavorano Giancarlo Russo e Antonio Staiano. L’offerta è diventata decisamente inferiore alla domanda ed è difficile resistere alla tentazione di vendere il provolone appena pronto senza aspettare il tempo di maturazione necessario, ma è questo il segreto per mantenerne alta la qualità e il gusto.

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Per chi si sta già preparando all’arrivo dell’autunno, soprattutto in cucina, tante le proposte da casa Guardini per realizzare al meglio gustose ricette che celebrano i prodotti tipici di questa stagione!

Giotto, teglia con speciali fori sul fondo per preparare le caldarroste direttamente nel forno, per una cottura comoda, pulita e unifome, coppapasta con stantuffo per regalare alle tue tagliatelle ai funghi porcini un impiattamento da stelle Michelin. E ancora: stampi per plumcake e teglie in ceramica, acciaio e silicone per deliziose crostate, torte di mele e… l’immancabile castagnaccio.

 

Ma autunno vuol dire anche Halloween, e Guardini lo sa bene!!

Per rendere le tue feste ancora più spettrali e misteriose: pitottini da forno a tema, simpatici taglia biscotti per dare ai tuoi dolcetti le sembianze di zucche, spettri, gatti neri e pipistrelli, e originali stampi da forno per le tue torte a forma di zucca, teschio e fantasmini.

Tutti i prodotti Guardini sono acquistabili nei migliori negozi di casalinghi oppure su www.store.guardini.com

 

www.guardini.com

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Il cambiamento di orario può portare disagi ai più piccoli, ma è anche una chance per recuperare un’ora di sonno, i consigli degli esperti del riposo per rendere più soft il passaggio

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La differenza sarà “solo” di un’ora, ma per i bambini si tratta di una vera rivoluzione. Che, se gestita nel modo corretto, potrebbe portare dei vantaggi. Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 ottobre le lancette dell’orologio si spostano un’ora indietro per il ritorno dell’ora solare e la mattina si potrà restare tra le coperte un’ora in più.

L’insufficienza di ore di riposo tra i più piccoli è un problema sentito: secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale in linea di massima fino a un anno di vita servono 14-18 ore di sonno fra il giorno e la notte, quando i piccoli vanno all’asilo si passa a 12-14 ore distribuite nelle 24 ore. Con la scuola elementare e poi alle medie il fabbisogno scende, ma resta comunque elevato: servono 10-12 ore di sonno, che scendono a 8-10 soltanto all’ingresso nella scuola superiore. «Purtroppo pochi rispettano questi parametri: secondo i dati di una recente indagine dell’Osservatorio nazionale Paidòss sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre un milione di bambini fra i 3 e i 14 anni soffre di una vera e propria forma di insonnia e nell’ultimo secolo i piccoli italiani hanno “perso” almeno un’ora di sonno, tanto che la maggioranza oggi dorme in media 40 minuti in meno del dovuto» .

Non sempre è facile anticipare l’ora di messa a letto, quindi il consiglio è di sfruttare il passaggio a proprio favore per cambiare alcune cattive abitudini: per facilitare il passaggio si consiglia di cenare almeno dieci minuti prima rispetto all’orario abituale, così da riuscire ad anticipare gli orari e anche la messa a letto . È bene mantenere costante la routine prima di dormire, andando a letto e svegliandosi più o meno sempre negli stessi orari.

La cena deve terminare almeno un paio d’ore prima di addormentarsi e la camera deve essere confortevole: evitare di riscaldare troppo la stanza, no ai rumori o alla luce. Bisogna evitare esercizio fisico troppo intenso alla sera, facendoli rilassare prima del sonno. Per questo si consiglia di spegnere computer, tablet o televisione almeno un’ora prima di andare a letto.

Importante eliminare gli apparecchi elettronici: via dalla camera televisione, computer, tablet o cellulari per evitare che ne facciano uso nella notte. Fondamentale è anche il supporto su cui si dorme, un aspetto che troppo spesso viene trascurato, in particolare tra i più piccoli. Spesso non si presta la giusta attenzione al materasso, soprattutto tra i bambini, ed è un errore. Un buon materasso deve adattarsi al profilo naturale della colonna vertebrale e garantire una postura corretta, per prevenire fastidi al collo e alla schiena che ci costringono a rigirarci di continuo, impedendoci di avere un sonno profondo e riposante. Solo così godremo di un sonno davvero ristoratore, che ci darà una marcia in più per passare indenni anche il piccolo jet lag del cambio d’ora».