Archivio mensilesettembre 2016

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Giorgio Armani presenta Emotions of the Athletic Body, la
mostra fotografica dedicata alla celebrazione dello sport e degli atleti che affrontano
sempre nuove sfide e che sanno emozionare


Un cocktail esclusivo ha ufficialmente inaugurato oggi la mostra ospitata nell’Armani/Silos
e per la quale lo stilista ha curato personalmente la selezione delle immagini, attingendo
da un vasto archivio di fotografie che egli stesso ha commissionato nel corso degli anni.
La suggestiva raccolta di scatti, dal 1985 fino a oggi, occupa l’intero piano terra
dell’Armani/Silos.

Il design dello spazio è stato completamente ridefinito dallo stilista per
dare il massimo risalto al tema: le immagini in bianco e nero sono stampate su enormi
lastre rifinite a cemento, come le pareti dell’edificio, mentre i pavimenti sono rivestiti nello
stesso materiale di colore rosso di cui sono ricoperte le piste di atletica. Nell’atrio, il
visitatore viene accolto da un’enorme statua che riproduce a grandezza naturale un atleta
in equilibrio su un globo di pietra.
“Lo sport è da sempre una delle mie passioni,” afferma lo stilista. “Credo che rappresenti
quelle qualità che ci permettono di migliorarci: dedizione, spirito di sacrificio, perseveranza
e forza di volontà. Lo sport fa bene al corpo ma anche allo spirito e dimostra che il successo
non si raggiunge senza impegno”.
Gli sportivi, uomini e donne, non sono solo modelli di comportamento, ma anche
affascinanti soggetti fotografici perché all’apice della condizione fisica. Per questo Giorgio
Armani ha invitato nel corso degli anni molti atleti di fama mondiale a indossare i suoi capi
davanti all’obiettivo. Emotions of the Athletic Body presenta alcuni significativi esempi di
queste collaborazioni con immagini tratte da campagne pubblicitarie, dai magazine
Emporio Armani, dalle pubblicazioni “Athlete” e “Facce da Sport”.
Oltre a una selezione inedita di Kurt e Weston Marcus, in mostra appaiono scatti di noti
fotografi, tra cui Aldo Fallai, Howard Schatz, Mert Alas e Marcus Piggott, Serge Guerand,
Cliff Watts, Eric Nehr, Vangelis Kyris, Tom Munro, Richard Phibbs, Antoine Passerat, e
video istallazioni con filmati inediti.
La mostra fa da sfondo alla quarta edizione dell’Armani/Silos Film Series che da ottobre
presenterà una rassegna di film legati al tema dello sport.
Con Emotions of the Athletic Body, Giorgio Armani sostiene ancora una volta Special
Olympics, l’organizzazione sportiva internazionale per persone con disabilità intellettive.
Emotions of the Athletic Body, sarà aperta al pubblico dal 23 settembre fino al 27
novembre.

 

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MOONBEAM IV, CHINOOK E GANBARE SI AGGIUDICANO I TROFEI DEL PANERAI CLASSIC YACHTS CHALLENGE 2016

Con la conclusione delle Régates Royales di Cannes, ultimo appuntamento della stagione 2016, è terminata a Cannes la dodicesima edizione del Panerai Classic Yacht Challenge, il principale circuito internazionale riservato alle vele d’epoca. Oltre ottanta scafi tra i più belli della storia della vela si sono sfidati per aggiudicarsi gli orologi Panerai in premio per i vincitori dell’evento e i Trofei destinati ai trionfatori della stagione. Le tre imbarcazioni che hanno scritto il proprio nome nell’Albo d’Oro del Circuito sono state Moonbeam IV nella categoria Big Boats, Chinook tra gli Yachts d’Epoca e Ganbare tra gli Yachts Classici.

Dopo le vittorie conseguite nel 2011, 2012 e 2015, il cutter aurico Moonbeam IV, un 35 metri varato nel 1914 presso il cantiere scozzese William Fife & Son, si è aggiudicato per la quarta volta il prestigioso titolo stagionale tra le Big Boats, conquistando un primato mai raggiunto precedentemente da nessuna altra imbarcazione. L’armatore francese Xavier Tancogne e lo skipper Mikaél Créac’h hanno anche festeggiato dieci anni da quando hanno deciso di fare tornare a navigare questa barca famosa, sulla quale si era svolta la luna di miele tra il Principe Ranieri di Monaco e la diva americana Grace Kelly. Nel 2016 Moonbeam IV, che fa base in Spagna e batte il guidone del Real Club Nautico di Palma di Maiorca, ha partecipato a tre delle quattro tappe stagionali. A Cannes ha vinto nella sua classe tutte e quattro le regate disputate, battendo altre titolate Big Boats come Moonbeam of Fife (1903), Hallowe’en (1926), Elena of London (2009) e Cambria (1928).

Miglior compleanno per i cento anni dal varo non poteva essere festeggiato dal cutter aurico Chinook, sceso in mare nel 1916 presso il cantiere americano Herreshoff. Questa barca lunga 19,80 metri è uno dei quattro NY40 (New York 40) naviganti al mondo sui 14 realizzati tra il 1916 e il 1926 e ha iscritto per la seconda volta il proprio nome nell’Albo d’Oro del Trofeo Panerai tra gli Yachts d’Epoca. Stavolta a vincere è stato l’armatore Paolo Zannoni, che nel 2015 aveva acquistato Chinook dall’inglese Graham Walker, già plurivincitore del Trofeo con Rowdy del 1916, anch’esso presente a Cannes. Quest’anno Chinook ha partecipato a tutte le tappe del circuito e corso in totale 14 regate, battendo altre aspiranti al titolo finale come il Q-Class Leonore del 1925 e la stessa Rowdy.

Alla sua prima partecipazione al Panerai Classic Yachts Challenge il One Tonner Ganbare, costruito in legno di cedro rosso nel 1973 dal cantiere Carl Eichenlaub di San Diego (USA), ha conquistato il Trofeo Panerai tra gli Yachts Classici. È stata la prima barca progettata dal californiano Doug Peterson, che presto sarebbe entrato nell’Olimpo degli yacht designer più famosi del mondo. Nel 2016 ha partecipato a tre tappe del circuito Panerai, dove si è confrontato con altre glorie come Naïf (1973), Il Moro di Venezia (1976) e Sagittarius (1971).

A Cannes sono stati anche aggiudicati i quattro prestigiosi orologi Panerai destinati ai vincitori nelle principali categorie delle Régates Royales. Tra le Big Boats ha vinto Moonbeam IV, tra gli Yachts d’Epoca Linnet (1905) di Patrizio Bertelli, decimo di diciotto scafi appartenenti alla classe New York Yacht Club 30, tra gli Yachts Classici lo sloop bermudiano Arcadia del 1969 e infine tra gli Spirit of Tradition Freya of Midgard del 2001.

La sfida Challenge of Challenges, caratterizzata dallo scontro diretto tra due imbarcazioni e aggiudicata al primo che tagliava il traguardo in tempo reale, è stata vinta ex-aequo dalla goletta Elena of London e Cambria, che inseguendosi tra loro sul campo di regata con issata tutta la velatura hanno regalato agli spettatori a terra uno spettacolo unico e affascinante.

Nel raggruppamento dei 5.50 Metri S.I., dopo tre giornate di gara e otto regate disputate in totale, la vittoria finale è andata alla barca olandese Feng Shui, mentre tra i Tofinou 9.5, con tre primi posti su quattro regate disputate, è stata Pitch del 2006 a conquistare il più alto gradino del podio.

Questi i vincitori delle regate di Cannes in tutte le singole categorie nelle quali è stata suddivisa la flotta: Moonbeam IV (Big Boats), Arcadia (Yachts Classici), Enterprise (Epoca Marconi > 15 mt), Arrow (Epoca Marconi < 15 mt), Linnet (Epoca Aurici), Freya of Midgard (Spirit of Tradition), Sovereign (12 Metri S.I.). La vittoria finale tra i 50 Dragoni intervenuti a Cannes, dopo 10 prove disputate, è andata infine all’imbarcazione russa Annapurna condotta dal campione di questa classe Anatoly Loginov.

A Cannes sono state disputate quattro su cinque delle regate previste, l’ultima è stata annullata a causa della mancanza di vento, su percorsi costieri e a triangolo fino a 20 miglia di lunghezza, con venti di media intensità e temperature estive. La flotta era composta da 84 scafi storici, ai quali si sono aggiunte 18 imbarcazioni della classe 5.50 Metri S.I. (Stazza Internazionale) e 50 Dragoni, la classe monotipo a chiglia più diffusa al mondo, per un totale di 152 barche.

Dopo undici regate tra Europa, Caraibi e USA, che hanno visto la partecipazione di circa 500 barche d’epoca, l’appuntamento con le vele d’epoca del Panerai Classic Yachts Challenge per tutti gli appassionati è fissato per aprile 2017, ad Antigua.

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La dieta bioritmica è un moderno concetto della cronobiologia nutrizionale, che mette in relazione i ritmi biologici e la salute, ottimizzando l’assunzione dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e dei micronutrienti (minerali e vitamine) rispettando al tempo stesso la fisiologia umana

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A causa di cattive abitudini alimentari e di uno stile di vita spesso frenetico, il sincronismo tra alimentazione e ritmi biologici si può alterare. La dieta bioritmica è un metodo in grado di risincronizzare l’alimentazione con il proprio orologio biologico, al fine di ritrovare la giusta forma fisica.

I Principi della Bioritmica:

1) L’assunzione di alimenti in momenti determinati della giornata.

Il consumo energetico è più elevato dalle ore 5:00 alle ore 17:00, una fascia temporale in cui gli alimenti vengono utilizzati per la produzione di energia;

dalle ore 17:00 alle ore 5:00, invece, gli alimenti vengono usati per produrre sostanze di riserva.

2) Il rispetto del ritmo di 4 pasti al giorno ad orari regolari.

È consigliabile fare colazione tra le 7:00 e le 8:00 del mattino, consumare il pranzo entro le ore 14:00 e la cena entro le ore 21:00.

3) Garantire un apporto equilibrato di proteine, carboidrati e grassi e di micronutrienti (vitamine e sali minerali) in momenti adeguati della giornata.

La fase di dimagrimento:

La fase di dimagrimento può essere seguita per un periodo che va da una ad un massimo di tre settimane consecutive. Durante questa fase i prodotti ProtiPlus vengono abbinati agli alimenti tradizionali (verdura, frutta, carne, pesce, affettati, latticini freschi e olio), seguendo il corretto ritmo della nutrizione

Nei primi tre giorni “BOOST” (da lunedì a mercoledì) è previsto, durante i pasti principali, il consumo di 1 pasto sostitutivo (ovvero 1 barretta pasto dimagrante ProtiPlus) più una porzione di verdura a scelta tra quelle consigliate per aumentare l’effetto saziante.

I pasti dimagranti, grazie alla loro composizione bilanciata in macro e micronutrienti, consentono di perdere peso senza rinunciare al gusto e alla praticità.

Nei 4 giorni successivi, detti di “EQULIBRIO” (da giovedì a domenica), a pranzo è previsto l’utilizzo dei preparati ProtiPlus, ricchi di proteine a cui vanno abbinati alimenti tradizionali come carni o pesce o latticini freschi o affettati magri, verdura e frutta. Per cena, invece, si consiglia il consumo di un pasto leggero per evitare l’accumulo di calorie e per garantire un sonno tranquillo, come stabilito dai principi della Bioritmica.

Consigli Utili:

Ecco gli alimenti da avere sempre in dispensa:

Verdure

Le porzioni di verdura consigliate sono di 200 g nei primi 3 giorni e 200-300 g nei successivi quattro giorni.

Verdure consigliate: asparagi, melanzane, broccoli, cavolfiori, cetrioli, zucchine, insalata, sedano, rape, porri, pomodori, cipolle, fagiolini, finocchi, spinaci.

Sono esclusi patate e legumi.

Frutta

Nei primi tre giorni non è prevista frutta fresca ma solo frutta secca durante lo spuntino del pomeriggio (2 noci, 3-5 mandorle). Per il resto della settimana puoi consumare anche la frutta fresca, non troppo zuccherina, salutare per il nostro metabolismo.

Sono quindi consigliate: albicocche, amarene, arance, ciliegie, clementine, cocomero, fragole, kiwi, lamponi, limoni, mele, meloni, mirtilli, nespole, pere, pesche, pompelmo, prugne e ribes.

La porzione di frutta consigliata è di 100-150 g.

Sono sconsigliati invece: cachi, fichi, uva e tutta la frutta di origine tropicale, banane comprese, ricchi di zuccheri.

Pane

Per la colazione salata della domenica consumare 50 g di pane, preferendo quello integrale.

Affettati e formaggi

2-3 fette di prosciutto crudo o cotto sgrassato;

4-5 fette di bresaola;

40 g di crescenza, caprino, primosale, mozzarella;

70-80 g di fiocchi di latte, ricotta.​

Carne e Pesce

Pollame senza pelle (tacchino, pollo), coniglio, maiale (parte magra) e carne rossa magra, nella misura massima di 120 g a porzione.

Tutti i tipi di pesce (nasello, sogliola, orata, trota, spigola, ecc.) e tutti i tipi di frutti di mare (crostacei, vongole, ecc.) nella misura massima di 150 g a porzione.

Si consiglia di cucinare al vapore, alla griglia, al forno, al microonde o al cartoccio.

Bevande

Si consiglia di bere almeno due litri di acqua durante l’arco della giornata (corrispondenti ad 8-10 bicchieri).

È consentito bere: infusi di tiglio, menta, camomilla, tè, tisane e caffè, non zuccherate o con dolcificante naturale.

Condimenti per la pasta (porzione pasta 50 g)

Durante la settimana di dieta, nei giorni di giovedì e di sabato, la pasta ProtiPlus può essere condita con:

  • Ragù: 50 g di passata di pomodori + 30 g di carne macinata bovina.
  • Sugo al tonno: 50 g di passata di pomodori + 30-50 g di tonno al naturale.

La domenica si consiglia condire la pasta con sugo di pomodoro e/o di verdure.

Condimenti

Usare 1 cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva nei primi 3 giorni per condire e cucinare, 2 cucchiai nei giorni successivi.

Per insaporire i cibi si consiglia l’uso di sale iposodico, spezie, aceto, aromi e succo di limone.

Consigli per la colazione salata:

per la colazione salata della domenica puoi scegliere tra le seguenti alternative, accompagnate da un frutto o una spremuta d’arancia:

1) Pane integrale (50 g), 1 uovo al tegamino e pancetta affumicata (20 g).

2) Pane integrale (50 g), burro mini (10 g) e salmone affumicato (40 g).

3) Pane integrale (50 g), bresaola (30 g) e formaggio fresco spalmabile (40 g).

 

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Floris presenta The Fragrance Journal, tre profumi che, come pagine di un diario, ci parlano di Londra negli Anni ‘60, ‘70 e ‘80
profumo

Londra, luogo che ha visto nascere il marchio di profumeria British per eccellenza. Tre eau de parfum unisex catturano il cuore e l’anima della città in tre decenni iconici per storia, cultura e lifestyle: gli anni ‘60, ‘70 e ‘80.

Ogni fragranza immortala un momento particolare, una zona specifica e la sua atmosfera, restituendo l’immagine di una metropoli che ha saputo adattarsi al cambiamento, conservando però sempre la sua speciale e inconfondibile identità. Il multicolore Soho con i suoi locali e rock pub a simboleggiare i favolosi anni ’60, la vitale zona di Chelsea e l’individualismo ottimista e ribelle degli anni ’70, l’esclusivo Mayfair e l‘effervescenza degli anni ’80: tutto questo è la mappa olfattiva tracciata da The Fragrance Journals. Alla guida del tour suggestivo, ed impressi sulle confezioni, i ricordi di clienti affezionati di Floris e i racconti di artisti, scrittori, designer che hanno vissuto nei tre quartieri durante i tre decenni.I flaconi e le custodie delle fragranze si colorano grazie alla mano di Darren Hopes, illustratore noto a livello internazionale, che ha animato il packaging ritraendo situazioni quotidiane eambientazioni dal sapore inglese.

A sud di Carnaby Street, Soho – estate 1962.Una fragranza che racchiude un trasporto irrefrenabile per un periodo colmo di passione e vitalitàcontagiosa. Si sentiva di far parte di un’unica, grande famiglia. Nell’estate del 1962 la musica,l’arte e il colore rendevano Soho un universo a sé, pieno di caffetterie e locali rock. Essere a Londraper la prima volta nel 1962… i mercatini dei fiori il sabato, il profumo delle spezie, delle erbe aromatiche e della frutta davano il benvenuto a chi arrivava nel quartiere bohémien della città.Note vibranti di bergamotto effervescente e mandarino frizzante con accenni erbacei di basilico,menta piperita e spezie conducono a un cuore caldo e vigoroso di cipresso e gelsomino. Il fondodi cedro, muschio, musk e ambra dà persistenza e conferisce un accenno legnoso, subito percepibile, che accompagna l’intera composizione.

Famiglia Olfattiva Agrumata Speziata.Note di testa: Mandarino Verde, Chiodi di Garofano, Menta Piperita, Bergamotto

Note di cuore: Cipresso, Basilico, Gelsomino, Mughetto

Note di fondo: Legno di Cedro, Muschio, Musk, Ambra

King’sKing’s Road, Chelsea – primavera 1976

“Il ricordo dei miei vent’anni, l’animo pervaso da un senso di onnipotenza nel mio primo appartamento.

Vivere da soli, eppure immersi nella vita, affacciati su un brulicare di energia e dinamicità. L’eau de parfum 1976 evoca l’equilibrio tra la luce e l’ombra degli anni ‘70. Un profumo giovane,vitale ed esplosivo, come l’epoca di grandi cambiamenti alla fine del 20° secolo a cui si ispira.

La celebrazione di un individualismo ottimista e ribelle, proprio di una generazione per cui tutto era possibile e che rivendicava Londra solo per sé. La città incoraggiava a credere di poter diventare tutto ciò che si voleva, ogni strada professionale era aperta. Moda, arte, musica e cultura erano unincubatore di stili e tendenze mai sperimentate prima.

Un profumo dai toni agrumati di bergamotto e limone seguiti da nuance aromatiche di bacche diginepro, lavanda e un pizzico di pepe nero. Nel cuore sboccia timido il gelsomino avvolto dalla profondità del vetiver e seguito da un sottofondo di ambra, patchouli e musk. Il trio degli ingredienti finali conferisce un calore sensuale alla composizione e mette in scena un effetto dai toni bruni.

Famiglia Olfattiva Agrumata Muschiata

Note di testa: Bergamotto, Limone, Pepe Nero, Foglie di Betulla

Note di cuore: Gelsomino, Ginepro, Vetiver, Lavanda

Note di fondo: Patchouli, Ambra, Musk

Berkeley Square, Mayfair – estate 1988.“Dopo un periodo di stasi culturale, Londra tornava a sentirsi viva. La fiducia nelle proprie possibilità sbocciava ovunque. Eravamo innamorati e ci divertivamo”.L’eau de parfum 1988 incarna un senso di libertà e ostentata sicurezza, ravvivate da un tocco di stravaganza. Un richiamo a un periodo culturale vivace ed effervescente, in cui ogni occasione era buona per far festa, abbandonarsi al divertimento sfrenato e partecipare a party in terrazza.Esclusivo e modaiolo, il quartiere di Mayfair rappresentava l’epicentro dello stile e tra le sue vie si poteva respirare un senso di intraprendenza e dinamicità.Note spumeggianti di pompelmo, bergamotto e limone esaltano la presenza del galbano,dall’anima fresca e verde. Il cuore luminoso e delicato di iris e rosa è intrecciato con un accenno erbaceo e aromatico di rosmarino e timo. La fragranza si chiude con un fondo ricco di legni chiari, fragrante vetiver, morbido musk e sontuosa ambra.

Famiglia Olfattiva Floreale Verde

Note di testa: Bergamotto, Limone, Pompelmo, Cassis, Note Verdi, Galbano

Note di cuore: Iris, Gelsomino, Rosa, Rosmarino, Timo

Note di fondo: Vetiver, Sandalo, Musk, Ambra

1962, 1976, 1988 – Eau de parfum unisex 100 ml, euro 180

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Al MADRE il noto fotografo e lighting designer Cesare Accetta rappresenta l’infinita varietà dei volti umani

In Luce, dedicato a Oreste Zevola (1954-2014), si propone come il primo capitolo di un catalogo proiettato verso il futuro e dedicato all’umano, nell’infinita varietà dei tratti e degli atteggiamenti interpretativi.

E’un  progetto realizzato fra il 2015 ed il 2016 da Cesare Accetta, uno dei più noti fotografi e lighting designer italiani, la cui pratica unisce fra loro gli ambiti del teatro, del cinema e delle arti visive. Sulle pareti della prima sala al piano terra del museo, vero proprio piccolo teatro su strada, scorrono tre proiezioni video, in cui più di cinquanta volti di autori, attori, attrici, registi, personaggi del mondo dello spettacolo, collaboratori e amici compongono un ritratto della vita professionale e privata dell’artista. Da Mario Martone a Mimmo Paladino, da Enzo Moscato a Toni Servillo, da Pippo Delbono Andrea Renzi, a Sonia Bergamasco,Alessandra D’Elia, Giulia Renzi, solo per citarne alcuni.
Se si considera il complessivo percorso di ricerca di Accetta dagli anni Settanta, non si può dare un punto d’inizio all’origine di questa nuova opera: ancora una volta, è infatti la relazione con la luce a costituirne il fulcro. Tuttavia sono rintracciabili alcuni spostamenti di prospettiva che svelano un percorso inedito, rivolto al campo d’indagine dell’esperienza umana, in particolare nella più intensa ed avvertita rappresentazione-interpretazione dell’elemento “corpo”: il volto, offerto all’azione interpretativa dell’artista. La luce percorre la superficie del viso durante la ripresa video, ne svela tracce di evidente intimità, in gran parte sconosciute al soggetto stesso di quest’indagine. Senza una dichiarata intenzione di matrice antropologica o psicanalitica, ciò a cui assistiamo è un pensiero che procede dallo sguardo e in esso si sofferma, approfondendosi in un processo che affida il suo farsi alla “rivelazione”: dall’epifania dell’immagine fino alla sua esautorazione verso il nero dello sfondo, in un carico di emozionante stupore che sorprende e, inevitabilmente, riporta al senso più profondo del fenomeno della vita, nella sua relazione col tempo. Strumento duttile, inquieto ma allo stesso tempo paziente e metodico, questa luce si concede con sottrazione o accrescimento, e incide di risonanze molteplici il “corpo”, resosi oggetto inconsapevole di una rappresentazione dinamica, nelle sue imprevedibili esplorazioni.

La presentazione dell’opera In Luce, che inaugura la programmazione della nuova Project room del MADRE, rientra nell’ambito del progetto Per_formare una collezione: per un archivio dell’arte in Campania, dedicato nel 2016 alla formazione progressiva della collezione del museo, con particolare riferimento alle pratiche dell’archivio e alla funzione del museo quale centro di produzione e diffusione di queste pratiche, confermando la collezione del museo quale narrazione performativa, condivisa e comunitaria, dialogica e collettiva, agita nello spazio delle relazioni e mutevole nel corso del tempo. Si terrà lunedì 3 ottobre (ore 18:00, Biblioteca, primo piano): dialogherà con Cesare Accetta la curatrice del progetto, Maria Savarese, entrambi introdotti da Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e Andrea Viliani, direttore del MADRE. Seguirà (ore 19:00, Project room) visita in anteprima all’opera con l’artista e la curatrice. In Luce sarà visitabile fino al 28 novembre 2016.

 

In Luce

3 ottobre– 28 novembre 2016

Project room, piano terra

Museo MADRE, via Settembrini 79, Napoli

A cura di Maria Savarese

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La nuova collezione LUMINOR DUE è un nuovo capitolo della storia Officine Panerai. È il risultato di una sfida vinta dai designer e dai tecnici della Manifattura Panerai: offrire agli appassionati una nuova interpretazione dell’orologio icona della marca, il Luminor, assolutamente fedele all’estetica originale ma con una funzionalità più contemporanea,espressa da una riduzione di spessore rispetto alla cassa storica che, per alcuni modelli, giunge fino al 40%

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Le linee del LUMINOR DUE sono ispirate alla cassa Luminor 1950, che rappresenta il punto di arrivo delle creazioni Panerai realizzate per la Marina Militare Italiana tra gli anni Trenta e Cinquanta. Gli ingredienti sono tutti quelli ben noti ad ogni conoscitore di alta orologeria: la robusta cassa
a cuscino, l’ampia apertura sul quadrante incorniciata dalla lunetta, le resistenti anse integrate, il dispositivo a forma di ponte che salda la corona mediante una leva e la protegge da urti accidentali. Tutti gli elementi provengono direttamente dalla storia della marca e tutti sono stati sottilmente ridisegnati per accentuare la versatilità di un orologio che diventa sintesi perfetta tra spirito sportivo e
possibilità di utilizzo in ogni occasione, design distintivo e sofisticata tecnica orologiera.

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Semplicità come ultima frontiera di ricerca e raffinatezza. E’ questo il tema chiave della nuova collezione primavera/estate 2017 di Dondup, brand che fa capo al fondo di investimento ad L Catterton. Il Direttore Creativo del marchio, Manuela Mariotti, approfondisce il tema del nomadismo

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Dopo averne saggiato l’intensità, con la Resort 2017 liberamente ispirata a Farm, l’emozionante volume fotografico firmato da Jackie Nickerson nel 2002, Manuela Mariotti si rifà a un’altra opera di Nickerson, Conflict and costume -The Herero Tribe of Namibia, per sviscerare l’eleganza più pura.

«Questa collezione nasce dal processo di analisi iniziato con la Resort 2017. La tribù africana degli Herero ha una straordinaria capacità di creare abiti, assemblando tessuti e ricorrendo alla tecnica del patchwork», ha spiegato la Designer, «un lavoro che ho voluto fare mio per il valore intrinseco di una ricerca che non si ferma e che fa della contaminazione culturale un suo tratto distintivo. E’ una collezione nomade ed elegante che nasconde dettagli preziosi e svela un know-how molto vicino all’alta moda».  Il risultato è una collezione spontanea dove convivono minimalismo e couture. Un dualismo forte, a tratti struggente, che evidenzia l’esigenza di una nuova essenzialità ricca di contenuti sartoriali. La silhouette, caratterizzata da un fit morbido e austero, è la tela su cui cucire dettagli più haute de gamme come il taglio vivo e le cuciture a vista, a punto sella, a pettine e a catenella. Interventi che raccontano l’incontro tra la manifattura artigianale e una visione nomade e cosmopolita.  Che sceglie abiti jacquard, sottovesti in seta e velluto, gonne reversibili e camicie maschili, abiti da indossare a rovescio, denim raw e seta stampata check. Il tessuto, anima preziosa della collezione, è appaiato e assemblato per costruire nuovi patchwork nei toni più tenui del crema, del rosa antico e dell’azzurro polvere. Seta, lino, denim agugliato su se stesso, raso e velluto di seta sono i materiali fondamentali per una collezione puntale che parla il linguaggio della modernità.

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L’Umbria è famosa nel mondo come una delle destinazioni dove è possibile vivere di più il contatto con la natura. Ma ciò che il verde della natura non tocca è in realtà forse l’indole più vera del territorio umbro. La storia della regione, infatti, viene raccontata dai piccoli borghi arroccati sulle alture, dalle torri merlate che rimandano ad un passato turbolento fatto di lotte per il potere. Per scoprire la memoria storica dell’Umbria, il modo più suggestivo è quello di percorrere le sue strade per conoscere i castelli e le rocche più famose, per ammirare i paesaggi dall’alto e, perché no, fermarsi ad assaporare qualche specialità tipica in uno degli antichi borghi

Umbria

E per conoscere l’Umbria senza rinunciare al comfort e al calore della sua ospitalità,  sono sei le strutture da scegliere per un soggiorno indimenticabile…..

La Rocca di Casalina a Deruta (Pg)

La Rocca di Casalina sorge nella bella cittadina di Deruta, famosa da sempre per le sue ceramiche pregiate. La sua funzione, fino alla fine del XIV secolo, fu quella di struttura fortificata a protezione dei monaci di San Pietro. Nelle epoche successive essa passò dalla funzione difensiva a quella di luogo di produzione e di trasformazione dei prodotti agricoli e divenne luogo di accoglienza. Dal XVI secolo, venne utilizzata come luogo per le attività agricole e le trasformazioni dell’edificio e della viabilità furono fatte in funzione della produzione. La Rocca, oggi di proprietà della Fondazione per l’Istruzione Agraria, è nota per il suo particolare pregio architettonico, storico, culturale ed ambientale.

Dormire: La Palazzetta Del Vescovo – Fratta Todina (Pg)

La Palazzetta del Vescovo, costruita nel 1763 come residenza estiva del Vescovo di Todi, è situata sulle colline nelle vicinanze di Todi e gode di una vista mozzafiato anche dalla piscina a sfioro. Ristrutturata nel 2006 rispettando le caratteristiche originali è diventata in pochi anni la meta preferita per le vacanze di molti stranieri ed italiani desiderosi di fuggire dai ritmi frenetici delle grandi città e di vivere in armonia con la dolcezza della natura. È stata premiata molte volte sia per il luogo che per la cucina di qualità, rispettosa della tradizione locale e del recupero dei valori perduti.

Il Castello della Pieve del Vescovo a Corciano

Il Castello di Pieve del Vescovo, così chiamato perché da secoli è proprietà della Mensa Arcivescovile di Perugia, sorge su un verde colle che domina la valle del Caina, a un chilometro dal borgo di Corciano.

Il Castello ha origini trecentesche. Nel Cinquecento, grazie all’intervento di Galeazzo Alessi, venne sottoposto ad un’importante opera di restauro. Il bel maniero, e la cittadina di Corciano da esso caratterizzata, piacquero molto al vescovo di Perugia, in seguito Papa col nome di Leone XIII, che nel Seicento trascorse nel castello molti mesi estivi. Dal maggio 2005 il Castello è diventato sede del Museo Diocesano Diffuso di Pieve del Vescovo.

Dormire: Borgo Di Carpiano – Gubbio

Borgo di Carpiano è un esclusivo agriturismo vicino a Gubbio, immerso nel verde delle colline. Gli edifici in pietra che compongono la proprietà si sviluppano su uno sperone di roccia che termina con la piscina di acqua salata a sfioro su una valle incontaminata a predominanza di alberi d’olivo e bosco. Il Borgo è stato acquistato e restaurato con amore da Riccardo e Marilisa Parisi. Il menu è a chilometro zero, pane e dolci sono fatti in casa, le verdure fresche provengono dall’orto biologico e l’olio extra vergine d’oliva è di produzione propria.

La Rocca Flea di Gualdo Tadino

Dal 1999 la Rocca Flea è sede del Museo Civico. Il suo nome, derivato dal vicino fiume Flebeo, poi chiamato Feo, compare già in documenti del XII secolo. Con il succedersi delle diverse dominazioni imposte alla città, vi si insediarono dapprima le milizie di Federico Barbarossa, poi quelle del papa e, nel 1208, quelle della guelfa Perugia. Danneggiata dai molti conflitti, venne restaurata da Federico II intorno al 1242. Riportata al suo precedente aspetto grazie a recenti restauri e adibita a museo, accoglie oggi nella sala al pian terreno e in due sale al primo piano, nella palazzina Del Monte, reperti archeologici che testimoniano il popolamento di Gualdo Tadino dalla preistoria al Medioevo; nell’atrio e nella stanza al primo piano, è ospitata la sezione ceramica, con opere del XIX e XX secolo; negli ambienti soprastanti la pinacoteca.

Dormire: Castello Di Petroia – Gubbio

A metà strada tra Perugia e Gubbio, il Castello di Petroia è un complesso di edifici medievali racchiusi entro una cinta muraria, alla cui sommità si erge il Mastio con al centro la Torre. Dapprima fortezza inespugnabile poi abitazione signorile e azienda agraria, dagli anni ‘90 è stato trasformato nell’attuale struttura ricettiva e oggi offre 13 camere, ognuna diversa dall’altra, dal forte carattere storico con soffitti affrescati, travature di legno e archi in pietra. Il Ristorante La Sala degli Accomandugi è condotto dallo Chef stellato Walter Passeri.

La Rocca Maggiore di Assisi

La Rocca Maggiore, imponente fortezza medioevale, domina la città di Assisi dall’alto del colle del Paradiso. La Rocca di Assisi venne fatta costruire dal cardinale Albornotz nel 1367 con finalità prettamente difensive. La rocca sorse sui resti di un preesistente castello appartenuto ai duchi di Spoleto. La fortezza è stata arricchita con l’allestimento di un Parco Medievale: la Sala delle Armi, la Sala del Banchetto e la Sala della Musica. Nella Torre del Maschio è esposta una mostra fotografica che illustra la più importante e sentita festa laica della città di Assisi, il Calendimaggio.

Dormire: Castello Di Postignano – Sellano (Pg)

Non un albergo, ma 17 vere e proprie case, una diversa dall’altra, trasformate in deliziose e confortevoli suite. Sono disponibili la connessione internet veloce, piscina, sauna e molti tipi di massaggi. La Casa Rosa non è solo la trattoria del borgo, ma è il vero cuore di Castello di Postignano. La cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità della materia prima sono la sua filosofia. La cantina offre la scelta dei migliori vini umbri e un’ampia selezione di etichette italiane e internazionali. Gli amanti della birra troveranno eccellenze umbre e italiane. Nel vasto e vario territorio circostante si possono praticare varie attività: gare di pesca alla trota, battute di caccia, raccolta di funghi e tartufi ed escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo.

La Rocca Albornoziana di Spoleto

La Rocca di Spoleto sorge sul Colle Sant’Elia, il punto più alto della città di Spoleto. Edificata a partire dal 1359, fa parte di una serie di rocche volute da Papa Innocenzo VI per ristabilire l’autorità del Pontefice, che dimorava allora ad Avignone. Dei lavori venne incaricato Matteo di Giovannello da Gubbio detto “il Gattapone”. I lavori durarono per più di dieci anni dato che doveva essere una struttura inespugnabile ma al contempo elegante e vivibile. Per queste caratteristiche la rocca, sorta in posizione invidiabile a guardia della città, divenne in seguito anche residenza di diversi Pontefici. Anche Lucrezia Borgia vi soggiornò in numerose occasioni. Il recente restauro consente oggi di visitare il castello, di forma rettangolare e difeso da sei imponenti torri, che consta all’interno di due cortili. All’interno di quindici ambienti della struttura è inoltre ospitato il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.

Dormire: Il Baio Relais & Natural Spa – Spoleto (Pg)

Situato a due passi dalla pittoresca Spoleto, Il Baio Relais & Natural Spa è immerso nella campagna umbra. L’agriturismo e le stalle sono stati completamente rinnovati e presentano un design contemporaneo e tutti i comfort moderni, tra cui la connessione Wi-Fi gratuita.Nel parco che circonda la struttura, campo da golf a nove buche, piscina esterna attrezzata e scuola di equitazione. Il centro benessere dispone di una piscina riscaldata e di una vasca idromassaggio.Il ristorante alla carta serve tipici piatti regionali, preparati utilizzando esclusivamente i migliori ingredienti locali.

 

 

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Biotherm lancia il suo nuovo elisir di bellezza; Blue Therapy, il trattamento intenso che nutre, riducendo i segni del tempo

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Una piccola pozione di bellezza che sotto forma di crema in olio color miele attenua le rughe dell’11% ogni settimana, rende la pelle più tonica al tatto del 51% e più luminosa in un mese del 42% grazie alle doti riparatrici di uno zucchero solfato marino: Marine ConnectumTM.
Gli zucchero solfati si trovano sia nello strato corneo che nell’epidermide e svolgono un ruolo importante nella struttura e nella composizione della pelle, proprietà che si impoveriscono con l’avanzare dell’età. Marine ConnectumTM grazie a un’elevata percentuale di solfato e Ramnosio riequilibra tale processo e insieme ad un mix di elementi caratterizza una crema perfetta per levigare istantaneamente la superficie della pelle, rinforzare la barriera cutanea, favorire la sintesi naturale di lipidi e proteoglicani e migliorare la coesione dell’epidermide.
La sensazione di benessere è senza precedenti e si sviluppa attraverso tre fase: il piacere di una crema che fonde velocemente; la texture che passa dalla freschezza di una crema al calore di un olio senza ungere ne appiccicare e la sensazione di una pelle intensamente nutrita, morbida e vellutata al tatto, dall’aspetto giovane.
La leggerezza di un gel in una crema color miele, Blue Therapy è il partner di bellezza ideale di ogni donna.

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Sarà Saverio la Ruina a chiudere venerdì 30 settembre (ore 20.30) la seconda edizione di EFESTOVAL il Festival dei Vulcani portando al Cantiere Postiglione di Baia (via Lucullo 4) lo spettacolo da lui scritto e interpretato Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria, accompagnato dalle musiche dal vivo di Gianfranco De Franco

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A salutare il successo del Festival di Mimmo Borrelli, che chiude l’edizione 2016 registrando il sold out per tutti gli spettacoli, è una storia tutta al femminile che sarà messa in scena nei locali del Cantiere Postiglione di Baia, in particolare negli spazi che hanno ospitato alla fine degli anni ‘70 la sede della scuola media di Bacoli.

Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare: la “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.

In lingua calabrese, Saverio La Ruina, artista unico, tra i più premiati della scena italiana, fa rivivere un “tentato” delitto d’onore degli anni ’60. La protagonista è Pasqualina che rimasta incinta, viene abbandonata da tutti prima delle nozze. La Ruina ha scelto di diventare Pasqualina per raccontare la condizione di tutte le donne sacrificate ancora oggi da padri padroni e leggi arcaiche.

“Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava.” Saverio La Ruina

 

Efestoval 2016 conclude la sua seconda edizione offrendo un omaggio a tutte le “donne e madri” e, seguendo l’idea fondante del Festival di proporre spettacoli allestiti in luoghi capaci di esaltarne i contenuti e i significati, anche in questo caso celebra e rievoca la storia e la memoria del luogo. “Dissonorata” sarà, infatti, allestito in alcuni spazi del Cantiere Postiglione che, alla fine degli anni ’70, sono stati muti testimoni di una importante vicenda sociale capitanata dalla comunità femminile bacolese, da un gruppo di donne e mamme che si sono battute con tenacia per lunghi giorni per i loro figli conquistando i locali che hanno poi per anni ospitato la sede della scuola media di Bacoli.

 

Efestoval è stato ideato dalle tre associazioni bacolesi Marina Commedia, IoCiSto e Luna Rossa, è un prodotto del progetto “Flamma Ventus – Giovani indigeni di una terra ardente” sostenuto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con risorse dell’Avviso pubblico “Giovani del no-profit per lo sviluppo del Mezzogiorno”. L’iniziativa ha il patrocinio morale della Regione Campania, del Comune di Napoli e dell’Ente Parco Campi Flegrei.

 

Saverio La Ruina

Si forma come attore alla Scuola di Teatro di Bologna. Nel 1992 fonda la compagnia teatrale Scena Verticale, con la quale è presente nei maggiori festival e teatri italiani e all’estero. Tra i numerosi riconoscimenti, Dissonorata ha ricevuto due Premi Ubu2007(miglior attore e nuovo testo italiano). Polvere, il suo ultimo lavoro, ha debuttato nel 2015 al Teatro Elfo Puccini di Milano. Il prossimo spettacolo Masculu e Fiàmmina debutterà nel mese di dicembre 2016 al Piccolo Teatro di Milano. Dal 1999 è Direttore Artistico del festival Primavera dei Teatri.

 

 

Biglietteria:

dal lunedì al sabato,16:00-20:00

presso la Sede Associazione IOCISTO

Via Risorgimento 158b – Bacoli NA

 

durante gli spettacoli: in loco dalle 18:00

acquisto online:  www.efestoval.it