Archivio mensileagosto 2016

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Come dimostrano recenti studi, si può ottenere una riduzione anche del 100% dell’azione di questi fastidiosi parassiti. Gli acari provocano fastidiose allergie

Gli acari della polvere rappresentano la principale causa di allergie domestiche. Sono piccoli parassiti, che si nutrono essenzialmente di scaglie che si staccano dalla pelle umana e, per questo, di norma, si annidano nei tappeti, moquette, poltrone, materassi e cuscini.

Il consiglio è quello di spargere tre cucchiai di bicarbonato sulla superficie da trattare, lasciare agire per due ore e poi passare l’aspirapolvere

Ma per combattere la loro invisibile, ma fastidiosissima azione, è possibile, come hanno dimostrato studi recenti, la grande funzione che può svolgere il bicarbonato di sodio. I suoi cristalli, infatti, hanno un’azione inibente sullo sviluppo di tali parassiti.

Spargendo bicarbonato su una moquette o su un tappeto, si ottiene una riduzione degli acari fino al 79% in un’ora e del 100% in due ore. Inoltre è stato anche dimostrato che il bicarbonato non si limita ad abbassare il numero degli acari, ma ne riduce considerevolmente anche le uova.

Il bicarbonato agisce anche sciolto in acqua: è infatti sufficiente immergere un tessuto in una soluzione di acqua e bicarbonato e, una volta asciutto, mostrerà un abbassamento nella proliferazione degli acari fino all’84%. Il consiglio, quindi, è quello di spargere tre cucchiai di bicarbonato sulla superficie da trattare, lasciare agire per due ore e poi passare l’aspirapolvere.

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Il nostro Paese è ricco di luoghi particolarmente suggestivi per i più piccini, carichi di mistero, che sicuramente meraviglieranno i nostri figli lasciandoli profondamente sorpresi di fronte a tanta bellezza

 

  1. Partecipare all’Accademia degli ElfiCasa di Babbo Natale a Riva del Garda.
    I bambini non crederanno di poter entrare in una delle case di Babbo Natale e di poterci trascorrere un fine settimana per addestrarsi, insieme agli elfi, a diventare i suoi aiutanti.
    www.casadibabbonataleriva.it
  2. Ammirare la spada nella roccia a San Galgano.
    Ancora oggi c’è chi sostiene che il mito bretone di re Artù e della spada nella roccia sia nato proprio in Toscana a San Galgano e che poi sia stato esportato in Francia. La curiosa reliquia, che secondo le analisi risalirebbe al 1170 circa, lascerà incredibilmente stupiti i più piccoli.
  3. 1isitare la Porta dell’Inferno a Rocca San Felice
    In Irpinia, presso la Rocca San Felice si trova una pozza da cui fuoriesce una sostanza gassosa dall’odore fortissimo che non ha eguali in Europa. Di questa apertura, che sembrerebbe appunto essere collegata con l’inferno ne hanno parlato, nel corso dei secoli, tanti artisti e letterati da Cicerone a Dante.
  4. Visitare il Parco dei Mostri di Bomarzio
    Il Parco ideato da Pirro Ligorio si trova in provincia di Viterbo e non mancherà di stupire con le sue sculture dai tratti grotteschi, incutendo addirittura un po’ di paura ai bambini.
  5. Visitare la città che muore (Civita di Bagnoregio)
    Il suggestivo borgo medievale, tra i più belli d’Italia, è definito così perché posto su un’altura le cui pareti si stanno progressivamente sgretolando. È raggiungibile, inoltre, solo attraverso un ponte attraversabile a piedi.

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Il Cohousing è l’idea di condominio solidale che dai  paesi del nord Europa, come Danimarca e Svezia, sta prendendo sempre più piede anche in Italia

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L’idea è quella di realizzare uno spazio comune all’interno del condominio che funga da punto di aggregazione oltre che di soddisfacimento di bisogni comuni per ripartire i costi.

Spesso i rapporti  tra condomini sono complicati da esigenze differenti che difficilmente si riesce ad appianare.

Individuare le  esigenze comuni tra chi condivide uno spazio  e collaborare insieme alla loro realizzazione, può essere un modo intelligente per rendere i rapporti più distesi, imparare a conoscersi, a rispettarsi e magari aprirsi a nuove amicizie.

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Ecco alcune idee :

Spazio giochi per bambini : se nel condominio vivono famiglie con bambini, realizzare degli spazi ricreativi può essere davvero confortevole per i genitori mettendo a disposizione giochi propri o partecipando all’acquisto di nuovi; nei paesi del nord Europa le  mamme creano vere e proprie ludoteche o asili con i dovuti permessi.

Sale lettura: in questo caso si allestiscono vere e proprie biblioteche con i propri libri messi a disposizione dei condomini.

Lavanderia : ha un valore ecologico, infatti installando lavatrici con asciugatrici di grandezza industriale, si ha la possibilità di un risparmio energetico per ogni famiglia.

Orto comune: se si ha la fortuna di avere uno spazio di terreno condominiale creare un orto può essere davvero utile oltre che un’attività formativa per i bambini.

Palestra: adibire una sala comune con attrezzi permette di risparmiare e nel contempo avere dei momenti di condivisione tra i condomini.

Sale per feste o cene con angolo cucina: in questo caso i condomini possono prenotare dei giorni di proprio interesse per organizzare cene o apertivi .

 

 

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In arrivo la stagione fredda e come sempre le labbra diventano secche e screpolate. Bastano pochissimi ingredienti per realizzare in casa un prodotto naturale, a prova di bacio…

I prodotti in commercio spesso contengono sostanze nocive per il nostro organismo e per la nostra pelle, con semplici mosse e tre componenti, il burrocacao è pronto.

Innanzitutto bisogna procurarsi il contenitore adatto, ovviamente è sempre meglio utilizzarne uno nuovo, che sia a stick oppure metallico con coperchio, sul web si possono trovare diversi rivenditori. Se invece si possiede già è importante lavarlo accuratamente, quindi eliminare ogni residuo precedente.

Ingredienti
– Cera vergine d’api
– Miele liquido delicato
– Olio di mandorle dolci

Procedimento
– Scaldare in un pentolino a bagnomaria 7 cucchiaini di olio di mandorle dolci insieme a 2 cucchiaini di cera vergine d’api. Quando il composto sarà sciolto, togliere dal fuoco e aggiungere 1 cucchiaino di miele liquido delicato, mescolando continuamente, finchè il tutto non sarà sciolto. Versarlo nel contenitore ermetico.

La cera vergine d’api è possibile acquistarla in erboristeria, nei negozi biologici e in farmacia.
Oltre ad essere idratante, questo balsamo labbra, grazie al miele, ha un potere cicatrizzante ed emolliente e inoltre ha un sapore dolcissimo, adatto anche per i più piccoli.

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Si tratta di alimenti indispensabili per una sana alimentazione, ricchi di vitamine, fibre e minerali, apportano al nostro organismo una moltitudine di benefici

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Broccoli, cavolfiori, verze e famiglia:

La famiglia è quella delle “Crucifere”, che, migliaia di anni fa, erano coltivate come piante medicinali. Potevano curare tanti disturbi e malattie, come sordità, gotta, problemi allo stomaco. Secondo Catone, applicare una foglia di cavolo schiacciata su un’ulcera tumorale, era curativa.

In realtà, oggi, attraverso numerosi studi, è accertato il potere anticancro di questa famiglia di verdure. I cavoli contengono quantità significative di vitamina C, acido folico, potassio, fibra e tutta una serie di sostanze bioattive, con spiccate attività antitumorali e antitiroidee.

È importante però sapere come cucinarli, le sostanze in essi presenti, sono sensibili alla cottura prolungata, per cui il modo di migliore di consumarli è dopo averli appena scottati in acqua bollente o cotti al vapore.

Rosso pomodoro:

La “sostanza magica” presente nel pomodoro è il licopene, è responsabile della colorazione, ha un effetto protettivo nei confronti del tumore alla prostata e contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo.

L’assorbimento del licopene, a differenza di ciò che avviene con le vitamine e sali minerali, aumenta con l’aumentare della temperatura del cibo. 100 g di pomodoro maturo rosso, contengono 25 mg di vitamina C, vale a dire metà del fabbisogno giornaliero.

Anche l’olio è prezioso, è stato dimostrato che l’aggiunta di olio extravergine d’oliva determina un aumento delle concentrazioni di licopene nel sangue, rispetto al consumo di solo pomodoro. I pomodori inoltre sono ricchi di potassio, che contrasta la ritenzione idrica, di fosforo e contengono una discreta quantità di calcio.

I peperoni:

I peperoni sono i più ricchi di vitamina C tra tutti gli ortaggi e verdure e addirittura anche più degli agrumi e del ribes rosso. 109 g di peperoni apportano 151 mg di vitamina C, a differenza dei pomodori (25 mg), delle arance e dei limoni ( 50 mg).

Per ottenere il massimo beneficio dai peperoni bisogna consumarli crudi, perché la cottura, ne riduce le proprietà del 50%. I peperoni inoltre sono ricchi di vitamina P, amica del sistema cardiovascolare perché rende più robusti ed elastici i vasi sanguigni.

La sostanza che conferisce al peperone il sapore piccante è la capsaicina, che è in grado di stimolare le mucose di bocca e stomaco, migliorando la digestione.

Le carote:

Ricchissime di salute! Oltre alla vitamina A, sottoforma di retinolo ( 1148 mg per 100 g), le carote contengono betacarotene e vitamine dei gruppi B, PP,D ed E. La carota sembra risolvere problemi gastroduodenali e polmonari e sembra efficace nelle dermatosi. Il betacarotene non viene distrutto dalla cottura.

La zucca:

Pochissime calorie: 18 per 100 g, la zucca è povera di zuccheri semplici, è ricca di folati e di vitamine A e C. Possiede inoltre proprietà digestive, rinfrescanti, lassative e diuretiche.

Ricca di antiossidanti, la zucca è considerata inibitrice di radicali liberi, combattendo l’invecchiamento e impedendo la degenerazione dei tessuti grazie alla grande quantità di carotenoidi, che le conferiscono anche un’azione antitumorale.

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L’Italia, rispetto al resto dell’Europa, è indietro decenni circa le politiche a sostegno delle donne che si dividono tra lavoro e famiglia, che ancora devono dibattersi tra mille difficoltà e pregiudizi per cercare di vivere nel migliore dei modi la propria professionalità accanto alla vita familiare

 

donne che si dividono tra lavoro e famiglia

Davvero sconfortanti i dati relativi all’occupazione delle donne lavoratrici. Secondo l’Eurostat, infatti, in Italia lavora solo il 59% di donne con un figlio, rispetto alla media europea del 71,3%, mentre la percentuale scende al 54,1% delle lavoratrici con due figli contro il 69,2% dell’Europa. 

In molte regioni, soprattutto nel Sud Italia, una mamma che decide di lavorare è considerata una cattiva madre, un’egoista, perché ancora è netta e inconciliabile la spaccatura tra l’essere moglie e mamma e donna in carriera

Una donna che vuole lavorare e nello stesso tempo avere una famiglia nel nostro Paese deve combattere ancora con pregiudizi, barriere e assenza di politiche di sostegno adeguate. In molte regioni, soprattutto nel Sud Italia, una mamma che decide di lavorare è considerata una cattiva madre, un’egoista, perché ancora è netta e inconciliabile la spaccatura tra l’essere moglie e mamma e donna in carriera.

Ma anche quando lavorare non è una scelta, ma un obbligo dovuto alle necessità economiche, è la donna stessa a sentirsi in colpa nei confronti dei figli, che vede affidati agli asili nido, ai nonni, alle baby sitter. Il disagio che, spesso, queste donne vivono è la paura di vedersi sottrarre l’affetto dei propri bambini, entrando in rivalità e in competizione con le altre figure di attaccamento, perché si vive una malcelata gelosia e la sensazione che possa sfuggire il controllo sui figli.

L’importante è, invece, capire che i bambini conoscono bene la differenza tra i genitori, i nonni e le altre figure con cui si trovano in contatto e che soprattutto ai figli fa bene, ad esempio, andare all’asilo perché in questo modo imparano a socializzare e a confrontarsi con i loro coetanei. 

Fondamentale, per una mamma che lavora, è non mancare nei momenti in cui il piccolo ha bisogno di lei, come le ricorrenze importanti, le recite scolastiche, occasioni in cui lui ci tiene a fare bella figura, soprattutto con la mamma

Fondamentale, per una mamma che lavora, è non mancare nei momenti in cui il piccolo ha bisogno di lei, come le ricorrenze importanti, le recite scolastiche, occasioni in cui lui ci tiene a fare bella figura, soprattutto con la mamma.

Anche qualora si riuscisse a vivere il lavoro con più serenità, puntando magari alla qualità del tempo da trascorrere con i figli, resta davvero difficile organizzarsi e trovare il giusto supporto, anche quello di un compagno disponibile e attento, capace di dividere completamente la responsabilità genitoriale.

Tutta un’altra storia nel Nord Europa e soprattutto in Olanda dove la politica, da anni, sostiene e tutela le madri lavoratrici mettendo sullo stesso piano la maternità con la paternità.

In Italia è ancora tutto da scrivere e al momento si cerca di fare rete, attraverso ad esempio il network Working Mothers Italy, creato per promuovere gli interessi delle mamme lavoratrici e favorire la conciliazione lavoro-famiglia e di usufruire del Bonus Bebè, una sovvenzione di 600 euro al mese per pagare asili nido o baby sitter.

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Spesso per i più piccoli leggere diventa quasi un peso, perchè associato alla scuola e allo studio, ecco alcuni consigli per avvicinarli ai libri in modo semplice e divertente

Per un genitore la capacità di riuscire ad avvicinare i bambini ai libri e alla passione per la lettura è un traguardo importante, a volte complicato, ma non impossibile.

– Leggere non deve diventare assolutamente un obbligo, i bambini non amano le imposizioni. Bisogna sempre evitare punizioni o premi, per non incappare in una futura associazione errata.

Creare in casa un ambiente destinato ai libri, dove i bambini possono sistemare le proprie letture e dedicare qualche ora della giornata a questa attività.

Recarsi in libreria con la loro compagnia, dare la possibilità di “spulciare” tra gli scaffali e scegliere un racconto insieme, magari con tante immagini colorate, se sono ancora troppo piccoli.

Discutere della storia raccontata nel romanzo o nella fiaba partecipando attivamente alle impressioni e alle sensazioni del bambino, offrendo consigli e spiegazioni.

Collegare il libro ad un gioco o ad un attività giornaliera come il disegno, stimolando così la creatività e la voglia di continuare.

Organizzare a casa letture-gioco con i compagni: leggere una favola ad alta voce, così da favorire l’ascolto e poi commentarla tutti insieme abbinando giochi coinvolgenti.

Frequentare laboratori di lettura.

Utilizzare la tecnologia per ascoltare audiolibri e leggere storie interattive.

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Punti neri, i peggiori nemici del viso. Ecco 2 ricette semplicissime da preparare a casa, con gli ingredienti della vostra dispensa

Tra gli ortaggi della stagione in corso, la zucca è sicuramente una delizia per il palato, ricca di vitamine e sali minerali, è anche un toccasana per la pelle del viso, esfoliante e rivitalizzante.

Maschera fai da te viso punti neri alla zucca

Ingredienti:
– 4 cucchiai di polpa di zucca;
– 1 cucchiaio di miele.

Procedimento: tagliare la zucca a cubetti e privarla della buccia, ridurla in crema cuocendola in un pentolino con dell’acqua, lasciando anche qualche semino. Aggiungere il miele e mescolare fino a che il composto non risulta omogeneo e cremoso. Applicare la maschera sul viso ben pulito e lasciarla agire per circa 10 minuti, risciacquare con acqua tiepida. Ripetere l’applicazione una volta alla settimana.

Maschera fai da te viso punti neri bicarbonato e limone

Ingredienti:
– bicarbonato;
– 1 limone.

Procedimento: tagliare un limone e filtrare il succo in un contenitore in vetro. Aggiungere il bicarbonato e continuare a mescolare con le dita (evitare i metalli) o con un cucchiaio il legno, fino a che l’impasto non diventa cremoso. Applicarlo sul viso con movimenti circolari, soprattutto sulla famosa zona T (fronte, naso e mento) e lasciare agire per 10 minuti, risciacquare con acqua tiepida. Ripetere l’applicazione una volta al mese. Il limone ha un effetto rigenerante e antiossidante, mentre il bicarbonato agisce da esfoliante.

 

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L’indice glicemico misura la capacità dei glucidi (ossia degli zuccheri) di elevare la glicemia, in rapporto ad una scala di valori che è stata costruita prendendo il glucosio come punto di riferimento. Per molto tempo si è pensato che tutti gli zuccheri avessero la stessa incidenza sulla glicemia. Per questo motivo, quando un medico scopriva, che un suo paziente era diabetico, gli raccomandava di non mangiare più nessun tipo di glucide ( frutta, cereali, legumi, etc). A metà degli anni ’70 un ricercatore americano (Crapo) rilevò, come i diversi glucidi abbiano incidenze diverse sulla glicemia

La tabella degli indici glicemici è stata dunque costruita prendendo come punto di riferimento il glucosio, che è il glucide più puro, al quale è stato assegnato il valore di 100. Di seguito riporto una tabella semplificata con gli indici glicemici di alcuni alimenti tra i più utilizzati. Ovviamente minore è l’indice glicemico dell’alimento, minore sarà il suo impatto sulla glicemia.

Oltre ad un beneficio per i soggetti diabetici, la cui glicemia non deve subire picchi, l’innalzamento glicemico è un fattore negativo anche per chi vuole dimagrire o tenere sotto controllo il proprio peso. Quando la glicemia s’innalza il pancreas produce insulina, che ha il compito di catturare gli zuccheri presenti nel sangue.

Una parte di questi zuccheri vengono usati come energie da spendere, ma se in eccesso vengono metabolizzati in grassi. L’indice glicemico è considerato alto quando il valore è maggiore di 50 è invece considerato basso quando il valore è compreso tra 35 e 50. Più raffinati sono gli alimenti, maggiore è il loro IG.

GLUCIDI AD ALTO IG IG
Glucosio 100
Patate al forno 95
Carote cotte 85
Riso bianco 85
Zucca 75
Pane bianco 70
Biscotti 70
Cereali raffinati 70
Zucchero 70
Pane integrale 65
Confetture con zucchero 60/65
Miele 60
Banane mature 55
Melone 55
Spaghetti bianchi ben cotti 55

 

GLUCIDI A BASSO IG IG
Pane integrale di grano duro 50
Riso basmati 50
Riso integrale 50
Pane di segale integrale 45
Fagioli rossi 40
Fiocchi d’avena 40
Spaghetti al dente 40
Pasta integrale al dente 35
Piselli freschi 35
Ceci 30
Carote crude, pomodori 30
Fagioli bianchi 30
Lenticchie 30
Cioccolato fondente (>70%) 25
Verdure, insalate 15

 

Ricetta:

Ecco di seguito una ricetta tipica napoletana: I fagioli alla “maruzzara” che ha un basso IG

Ingredienti per 2 persone:

Fagioli cannellini già cotti 500g, 8 pomodorini oppure 200g di pelati, 1 spicchio d’aglio, sedano, Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai, pepe, un pizzico di sale.

Procedimento:

Tritate il sedano e mettetelo in una padella con l’olio e l’aglio, appena l’aglio comincia ad imbiondire aggiungete i pomodori, lasciate cuocere 15 minuti. Unite i fagioli con la loro acqua, più o meno in base al vostro desiderio di avere una minestra più brodosa o più densa. Fate insaporire per circa un quarto d’ora, a cottura ultimata aggiungete il pepe e accompagnate i vostri fagioli con una fetta di pane di segale integrale tostata.

 

 

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Un sistema naturale e poco aggressivo per riattivare la lucentezza dei capelli. Il cowash è adatto per capelli grassi, sottili e con forfora. Bastano solo due ingredienti…

di Ida Ruggiero

La parola cowash è l’acronimo di “Conditioner Only Wash” e indica un metodo naturale che consiste nel lavare i capelli solo utilizzando zucchero e balsamo. Ottimo per chi è abituato a lavaggi frequenti e desidera preservare la chioma dai tensioattivi contenuti nello shampoo.

Perfetto per chi possiede capelli ricci e mossi, elimina l’effetto crespo e dona lucentezza, ideale anche per cute grassa o secca.

Ovviamente è fondamentale procurarsi un balsamo biologico che non contenga siliconi e petrolati, dannosissimi per il cuoio capelluto. Perché lo zucchero? La sua azione sgrassante funge da scrub e abbinato al balsamo la detersione dei capelli è completa.

Procedimento: riempire una tazzina da caffè di zucchero e una tazzina di balsamo, mescolarli, bagnare i capelli e spalmare il prodotto sulla cute avendo accortezza di massaggiare con cura le radici, per poi passare alle punte. Lasciare in posa dai cinque a dieci minuti e risciacquare con acqua fredda o tiepida.

Il cowash è perfetto per chi possiede capelli ricci e mossi, elimina l’effetto crespo e dona lucentezza.
Ideale per capelli secchi, da praticare una volta alla settimana, per capelli grassi una volta ogni quindici giorni. Nei giorni di lavaggio abituale si consiglia comunque sempre di lavare i capelli con shampoo naturale.

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