Archivio mensileottobre 2015

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Oggi termina, con la tappa ad Alife, nel Casertano, la sezione “Campania dei Sapori – Speciale Expo” del Grand Tour di Campania Artecard. L’appuntamento, svolto in collaborazione con Slow Food Campania, prevede la visita al centro storico di Alife ed è organizzato con la Condotta Slow Food Matese e il Birrificio artigianale Karma

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Dopo la passeggiata tra i monumenti alifani, una sosta al Birrificio artigianale Karma consentirà ai presenti di conoscere la cipolla di Alife, recentemente divenuta Presidio Slow Food, grazie a un progetto condotto da Slow Food Campania e Fondazione Slow Food per la Biodiversità per il Gal Alto Casertano. Conclude la giornata il laboratorio del gusto a cura di Domenico Gaudio, fiduciario Slow Food Matese e Antonietta Melillo, produttrice della cipolla alifana.

Lo storia di questa cipolla è poi proseguita nei secoli, arrivando fino alla fine del Novecento. Nel 1980, circa 30 grandi coltivatori producevano 60 quintali di cipolle ciascuno

La coltivazione della cipolla di Alife è antichissima. Secondo una leggenda sarebbe iniziata addirittura nel periodo della dominazione romana: si racconta che i gladiatori fossero soliti strofinarsi il corpo con le cipolle per rassodare i muscoli.

Mutati i dominatori (nel Medioevo la pianura alifana è stata invasa dai Longobardi), la cipolla non ha perso la sua importanza: era usata per pagare gli affitti o, spesso, era portata in dono. Considerata un ottimo analgesico contro il mal di testa, era usata per curare i morsi dei serpenti e, addirittura, per contrastare la perdita di capelli.

Lo storia di questa cipolla è poi proseguita nei secoli, arrivando fino alla fine del Novecento. Nel 1980, circa 30 grandi coltivatori producevano 60 quintali di cipolle ciascuno, che erano acquistate da venditori in arrivo da Napoli e da Roma, per poi essere distribuite sul mercato nazionale. Negli ultimi anni, però, la tradizione si è quasi persa: oggi, conservano la cipolla di Alife soltanto alcune piccole aziende a conduzione familiare. Tradizionalmente si semina ad agosto, si trapianta tra gennaio e marzo e si raccoglie a mano tra luglio e agosto, per essere confezionata in trecce, le cosiddette ‘nserte.

Per partecipare all’evento è necessario prenotarsi al numero verde campania>artecard: 800 600 601, dai cellulari e dall’estero +39 06 39 96 76 50 e acquistare la Grand Tour Card.

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Se piove o fa freddo, non importa, il look dei “nostri piedi” deve essere sempre impeccabile. Ecco una carrellata degli stivali in gomma più in voga…

di Ida Ruggiero

Chi lo ha detto che non si può essere di tendenza anche indossando stivali per la pioggia? L’era delle scarpe comode ma bruttine è ormai passata, gli stilisti non smettono mai di stupire, tanto che hanno espresso il loro genio artistico attraverso creazioni fantasiose e superchic, adatte anche per le giornate più cupe della stagione.

E se non si può fare a meno del tacco, le varianti con zeppa sono l’alternativa ideale, da indossare con gonne ampie e collant pesanti

Stivali alti e con tacco basso, ma anche con la zeppa e in versione tronchetto, le scelte sono davvero molteplici.

Se si ha voglia di portare un po’ di colore nelle giornate grigie, bisogna assolutamente puntare sui modelli stampati: disegni “effetto ricamo”, fantasie ’70, geometrie e microleopardato, da “calzare” abbinandoli a outfit minimali, con leggings e maxipull donano al look vivacità e brio.

Mai sottovalutare l’eleganza, con i modelli bicolore nei toni del bordeaux e blu, si può mostrare raffinatezza anche sotto la pioggia. E se non si può fare a meno del tacco, le varianti con zeppa sono l’alternativa ideale, da indossare con gonne ampie e collant pesanti.

I mezzi stivaletti sono perfetti con pantaloni jeans boyfriend, con risvolto sul fondo, per un outfit casual e a prova di… temporali.

 

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“L’albero della cuccagna, nutrimenti dell’arte”, è stato realizzato con il patrocinio di Expo 2015 e con la collaborazione del MiBACT e sarà visibile fino a febbraio 2016 in tutta Italia. Ora è anche a Napoli

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In Campania sono stati scelti siti dedicati al contemporaneo, tra pubblico e privato, e selezionati una serie di artisti legati al teritorio. Al Madre Marco Bagnoli, a Castel Sant’Elmo Maurizio Elettrico, al Museo Archeologico Luigi Ontani, alla Fondazione Morra Paul Renner, fino ad arivare alla Certosa di Padula con Emiliano Maggi ed al Campus universitario di Fisciano con Costas Varotsos.

Nell’immaginario collettivo l’albero della cuccagna rappresenta il paese dell’abbondanza e il luogo del divertimento per antonomasia. Il coinvolgimento di artisti contemporanei permette di realizzare opere interattive, che sollecitano l’intervento di un pubblico di diverse età, dando un accento partecipativo e ludico all’evento espositivo. Nello stesso tempo diventa anche il monito attraverso cui l’arte vuole sollecitare una presa di coscienza del pubblico nei confronti del tema dell’alimentazione e della fame nel mondo, in adesione dunque agli ideali perseguiti da Expo 2015. Non è casuale, dunque, la scelta di inaugurare l’evento nelle ultime settimane dell’esposizione universale, segno della sua fertilità tematica che sviluppa una scia oltre il grande evento.

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L’albero della cuccagna, simbolo di gioia e prosperità – ma anche della fatica e dell’impegno indispensabili a ottenerle – è comune a tutte le culture europee, ed è presente nelle sue diverse varianti tanto nei riti diffusi sulle sponde del Mediterraneo tanto nelle saghe nordiche. Molteplici sono, pertanto, i riferimenti concettuali che fanno di questa icona specifica il carattere fondamentale del progetto firmato Bonito Oliva.

Dal valore d’identità condivisa, che accomuna tradizioni tra loro anche distanti, fino ai temi di Expo 2015. Se l’esposizione universale ha inteso piantare il seme della consapevolezza nei confronti delle problematiche ambientali e della nutrizione, ecco questa consapevolezza germogliare e crescere nella sensibilità degli artisti, che ne interpretano e trasmettono il messaggio. Guardando in modo privilegiato alle giovani generazioni, cui l’intero progetto è dedicato. Le mostre termineranno il 10 di febbraio 2016.

 

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Il lieto evento è stato fissato per il giorno di Natale. Nel frattempo la regina dei reality si diverte organizzando party pre parto: una domenica di relax tra donne

Lo scatto di lei insieme alle sue sorelle sorridenti e rigorosamente in pigiama troneggia sui profili social della famiglia Kardashian, in particolare su quello twitter della bella Kendall Jenner, che commenta anche con un “Sister sunday”.

Kim, ancora lei, sempre lei, fortissimamente lei. Per il clan Kardashian è finalmente arrivato, ed è stato degnamente celebrato come nella migliore tradizione della Kardashian maggiore, il giorno del baby shower, la tradizionale festa tra amiche, che si fa a pochi mesi dal parto.

Tra le invitate, oltre al clan Kardashiana al completo, anche Cara Delevingne, Maria Menunos, Malika Haqq, Gigi Hadid

E per regina dei reality il conto alla rovescia è già partito. A dicembre dovrebbe partorire il suo secondo bebè, un maschio, che, stando ai rumors, potrebbe nascere con un taglio cesareo, se non arrivasse il giorno di Natale in maniera naturale.

Sarebbe infatti proprio il 25 dicembre la data presunta del parto, ma ci sono molte probabilità che Kim effettui un cesareo perché affetta da una particolare aderenza della placenta alle pareti uterine, che potrebbe provocare un’emorragia dopo il parto.

Intanto però finalmente ha potuto organizzare il suo baby shower, già rimandato a causa del ricovero di Lamar Odom, marito di Khloé. Adesso che le sue condizioni sono migliorate le sorelle Karadashian hanno potuto dar sfogo alla loro attività principale, quella nella quale senza dubbio riescono meglio: la festa, questa volta dedicata al parto.

Una domenica di relax e divertimento tra donne… in pigiama. Tra le invitate, oltre al clan Kardashiana al completo, anche Cara Delevingne, Maria Menunos, Malika Haqq, Gigi Hadid.

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Una delle principali misure della nuova legge di Stabilità 2016 è la cancellazione della Tasi sulla prima casa e dell’Imu sugli immobili di lusso, sui terreni agricoli e sugli imbullonati. Una manovra, quella per il 2016, che globalmente vale circa 27 miliardi di euro

legge stabilità

Il filo conduttore della nuova legge di Stabilità è l’abbassamento delle tasse, con un risparmio medio annuale che è stato calcolato in 200-300 euro a famiglia. Una delle misure più rilevanti è poi quella che vede la scomparsa (o, per meglio dire, il blocco) delle clausole di salvaguardia. 17 miliardi di euro in tutto (praticamente più di metà dell’intero valore della manovra).

Se è vero che tali clausole erano solamente potenziali, è altrettanto vero che, nel caso il governo fosse stato costretto ad applicarle, sarebbero sparite un buon numero di agevolazioni fiscali e parallelamente

Per quanto riguarda il bonus assunzioni, verrà prorogato nel 2016 ma subirà una riduzione rispetto agli importi attuali (fino a 8060 euro per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato). Se non ci saranno modifiche di sorta, il bonus scomparirà nel 2018

aumentate le accise più diffuse, come ad esempio quelle sui carburanti, per non parlare dell’aumento dell’Iva.

Solo l’abolizione della Tasi sulla prima casa, stando ai conti, varrebbe circa 5 miliardi. Sparirà, come accennato, anche l’Imu sui terreni agricoli (a patto che siano di proprietà di coltivatori diretti o agricoltori professionali). Una tassa, l’Imu agricola, di cui si è discusso moltissimo negli anni passati e che ha generato non poche polemiche sulla sua sostenibilità da parte dei piccoli agricoltori.

Dal canone Rai al bonus assunzioni le altre misure. Il primo scenderà a 100 euro, ma verrà inserito nella comunemente chiamata “bolletta della luce”. Anche qui non poche sono state le polemiche, relative al fatto che chi decidesse di non usufruire dei servizi mediatici offerti dalla Rai, a quanto è dato capire, dovrebbe comunque sostenere le spese del canone, del quale è stata prevista un’ulteriore riduzione a 95 euro nel 2017.

Per quanto riguarda il bonus assunzioni, verrà prorogato nel 2016 ma subirà una riduzione rispetto agli importi attuali (fino a 8060 euro per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato). Se non ci saranno modifiche di sorta, il bonus scomparirà nel 2018. In ogni caso, le imprese, nel 2016 potranno usufruire del cosiddetto “super-ammortamento”, ovvero il fatto di poter considerare il 140% delle spese sostenute per il rinnovo dei beni strumentali, piuttosto che il 100%.

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La diciannovesima edizione di Aestetica 2015 si terrà a novembre presso la Mostra d’Oltremare: un evento irrinunciabile per gli esperti del settore

Per i professionisti e per gli appassionati, Aestetica 2015 Salone Mediterraneo della Bellezza, del Benessere e dell’Acconciatura aprirà le sue porte il 7- 8 e 9 novembre.

L’evento si svolgerà presso il polo fieristico Mostra d’Oltremare: per tre giorni la città di Napoli si trasformerà in capitale della bellezza. Una kermesse dedicata al beauty e al benessere, con la presenza di circa 150

Anche quest’anno, nei giorni 7 e 8 novembre, si terrà l’Aestetica Nails Challenge, un vero e proprio campionato, valutato da un’eccelsa giuria

aziende e 500 marchi leader del settore, presentazioni in anteprima di nuove idee e prodotti, competizioni e workshop.

Circa dodicimila metri quadri suddivisi in aree dedicate: estetica, benessere, nails, cosmesi e apparecchiature, con la possibilità di dare ai visitatori una visione completa delle novità e delle innovazioni.

Anche quest’anno, nei giorni 7 e 8 novembre, si terrà l’Aestetica Nails Challenge, un vero e proprio campionato, valutato da un’eccelsa giuria, che metterà a dura prova aspiranti nail artists con la possibilità di sfidarsi sul ring mettendo in gioco fantasia e professionalità.

Per maggiori informazioni QUI il sito web ufficiale

Aestetica 2015: Beauty Revolution
7-8-9 novembre presso la Mostra d’Oltremare di Napoli
Il biglietto d’ingresso è acquistabile anche QUI al costo di 7 euro

 

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Il freddo bussa alle porte e per noi donne sta arrivando la stagione dei pantaloni. Da anni ormai è il jeans il capo principe del guardaroba femminile autunno-inverno

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Quest’anno due le tendenze più di successo: il jeans a vita alta stile anni Ottanta e il consueto low cut che da anni va per la maggiore. I due modelli tuttavia hanno in comune un aspetto fondamentale, la vestibilità, che per entrambi è rigorosamente skinny.

Lo skinny è quel jeans che, come suggerisce il nome, veste come una seconda pelle e dunque estremamente aderente.

Generalmente lo skinny contiene anche una percentuale di elasteme, che gli consente di adattarsi perfettamente alle curve del corpo.

Proprio a causa di questa loro caratteristica, però, i jeans skinny sono riservati a una donna magra, con le gambe affusolate e generalmente medio alta.

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La variante più soft dello skinny è la vestibilità slim fit. Lo slim fit è anch’esso estremamente aderente, tuttavia cade sulle caviglie in modo più libero e non ha quell’effetto “panta collant” tipico degli skinny.

Ciò è dovuto anche alla mancanza di elastane e di altre fibre sintetiche all’interno della tela, che resta dunque libera di assecondare le linee del corpo in maniera assolutamente naturale.

Tuttavia nella scelta dei jeans vanno considerate sempre alcune cose, a prescindere dalla moda di riferimento. Innanzitutto la vita non deve stringere, se il jeans è della vostra taglia sarà possibile inserire almeno due dita nella fascia in vita; secondo, i fianchi e il cavallo non devono formare pieghe; terzo, le tasche devono rimanere piatte e chiuse.

Quindi, al momento dell’acquisto, guardatevi allo specchio tenendo d’occhio i vostri punti deboli e chiedetevi se il jeans che avete indosso tende ad enfatizzare o a mascherare il difetto, in quanto la vestibilità degli slim fit varia da modello a modello e da marca a marca, sta solo a voi trovare lo slim fit che si adatti meglio alle vostre curve.

 

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L’olio Dop del Cilento fa parte, di diritto, della dieta mediterranea, prodotto dal Consorzio olio Dop Cilento. Dopo le degustazioni nelle stazioni delle principali città italiane è sbarcato per una intera giornata all’Expo di Milano nello spazio dedicato alla dieta mediterranea

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L’olio di oliva rappresenta un anello determinante della piramide alimentare associata alla dieta mediterranea, assunta come ideale modello nutrizionale oltre i confini nazionali.

La giornata all’Expo di Milano sull’olio Dop del Cilento è stata caratterizzata da work shop, momenti di incontro/confronto con i vari stakeholders che ruotano intorno al mondo dell’olio Dop del Cilento e al suo territorio.

Dal mattino fino a pomeriggio si sono svolte attività di degustazione, con proiezioni video e laboratori didattici destinati ai visitatori di Expo, alle scuole, agli studenti universitari e ai rappresentanti delle associazioni di categoria

Non sono mancate le testimonianze dirette dei produttori e dei consorziati, che hanno raccontato l’impegno e la passione profusi nella realizzazione del prodotto, in ogni singola fase del processo produttivo: dalla raccolta delle olive, fino alla spremitura.

Le attività hanno previsto momenti di approfondimento tecnico, tesi ad analizzare da un punto di vista scientifico le caratteristiche organolettiche del prodotto e dei suoi possibili canali di distribuzione, contestualmente a momenti di degustazione condotti magistralmente dallo chef Fofò Ferriere, volti ad esaltare il gusto di un prodotto “spettacolare”.

Dal mattino fino a pomeriggio si sono svolte attività di degustazione, con proiezioni video e laboratori didattici destinati ai visitatori di Expo, alle scuole, agli studenti universitari e ai rappresentanti delle associazioni di categoria.

In serata c’è stato un cooking show, con apericena e intrattenimento musicale, a tema a cura di Peppe Cirillo, altra espressione significativa del Cilento.

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Spopola in rete, tra le star e le appassionate di trucco, lo strobing, una tecnica make-up semplice da realizzare, anche per le “comuni mortali”…

di Ida Ruggiero

Lo strobing è ormai di gran moda, veloce e facile da eseguire rappresenta quasi l’antitesi al “complicato” contouring, metodo che esalta la morfologia del viso attraverso un gioco make-up di luci e ombre.

Utilizzato molto spesso nel trucco fotografico, il nome strobing deriva dalla lingua inglese e letteralmente significa stroboscopico, ciò indica , “fenomeno per cui, sotto determinate condizioni di illuminazione, un corpo in rotazione può sembrare fermo oppure apparire come rotante lentamente o in senso inverso”.


Il concetto è perciò legato alla luce e all’intenzione di illuminare il viso con piccoli accorgimenti, puntando su zone ben precise. Per eseguire lo strobing, bisogna innanzitutto acquistare un illuminante in crema. Una volta in possesso della nostra “arma segreta”, siamo pronte per eseguirlo, ecco come:

Truccare il viso normalmente utilizzando prima una crema base idratante e poi applicare il nostro abituale fondotinta o crema colorata (evitare terra e colori troppo scuri). Successivamente distribuire l’illuminante, poco a poco e con l’accortenza di sfumare adeguatamente, creando così dei punti luce sulle determinate aree: sotto le sopracciglia, zigomi, fronte, mento e lungo il naso. Se si ha la pelle particolarmente grassa o porosa è consigliato evitare fronte e mento, lo stesso se si ha un naso o mento pronunciato, si può scegliere di non illuminarlo così da non evidenziarlo troppo. Ora bisogna solo acquistare l’illuminante giusto, per un make-up a prova di shooting!

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Una mostra che racconta un Pino Daniele inedito, catturato nei suoi momenti privati. Al Pan, Palazzo Arti Napoli, 20 anni con Pino, le fotografie e i video di Alessandro d’Urso. Una mostra che vuole essere un ricordo del grande artista, nata in collaborazione con il Comune di Napoli

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“20 anni con Pino” a cura di Roberta de Fabritiis. Più che una mostra fotografica su Pino Daniele (troppo immenso per racchiuderlo in una mostra) è un omaggio ad un amico, con il quale Alessandro d’Urso ha condiviso un ventennio della sua vita personale e professionale e per il quale ha realizzato 8 copertine e tanti video.

Dunque, la mostra racconta non solo Pino Daniele, ma anche le emozioni e i sogni di quel giovane fotografo che un bel giorno si è trovato a confrontarsi professionalmente con un suo mito, un mostro sacro della musica. Da quell’incontro è nata un’amicizia.

Le immagini in mostra, la maggior parte delle quali, inedite, raccontano Pino Daniele dal 1990 al 2008 nel pubblico e nel privato. Il periodo professionalmente più intenso per il musicista, che ha collaborato proprio in quegli anni con importanti artisti internazionali del calibro di Pat Metheny, Al Di Meola, Peter Erskine, Rachel Z, Jimmy Earl e con moltissimi artisti italiani, realizzando alcuni memorabili concerti e pubblicando i due album di maggior successo: “Non calpestare i fiori nel deserto” e “Dimmi cosa succede sulla terra”.

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Si tratta di foto realizzate su pellicola, che hanno quindi un sapore diverso, perché sanno raccontare il momento e l’emozione che c’è dietro lo scatto.

Con la pellicola l’imperfezione diventa linguaggio, perché la grana, la luce, l’esposizione… tutto concorre a creare un’immagine a volte non perfetta, ma unica e per questo poetica.
La mostra apre con un ingrandimento di un “contact sheet”, un provino a contatto, che riporta anche i segni della matita del fotografo, sull’immagine prescelta.

La mostra sarà visibile fino al 10 gennaio 2016